Arrivederci professor Speroni
L'ex-classe 3L, l'ultima dove ha insegnato prima di morire un anno fa, lo ricorda. La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto tra molti studenti del liceo Ferraris
Qui di seguito la lettera dei ragazzi del liceo scientifico Ferraris propone un ricordo del professor Alfredo Speroni a distanza di un anno dalla sua morte.
Sembra surreale riprendere lo studio dopo le vacanze estive e ritrovarsi di fronte alla pagina intonsa di un nuovo 30 settembre. Quel giorno, un anno fa, i compiti dicevano di ripassare i primi argomenti spiegati dal professor Speroni. Ci eravamo recati a scuola di fretta per non essere in ritardo e rischiare una delle sue temibili interrogazioni a sorpresa con cui accoglieva i ritardatari. Era entrato in classe: petto in fuori, registro sotto braccio, una penna, colletto della polo insù e occhiali da sole a celare i suoi occhi, quasi a non farci capire chi stesse guardando tra le file.
"Buongiorno signori". Dava sempre del lei: dava rispetto e pretendeva altrettanto. Mai un nome, mai un tentativo di instaurare un rapporto confidenziale con i suoi studenti. No, lui era il professore e noi gli alunni, doveva esserci distanza. Quell’ultima spiegazione con la formula di Lewis, quel così insolito saluto a fine lezione. Poi è tutto un rapido ricordo. L’ambulanza che si era fermata sotto scuola, ne avevamo avvertito la sirena ma ignoravamo ciò che stesse succedendo in quel momento, un suono che non si sarebbe più sentito. L’intervallo tra i sussurri di ciò che era accaduto e poi, poco dopo la campanella, fine della ricreazione la vicepreside, tra lacrime trattenute, seguita da alcuni nostri compagni ci aveva comunicato ciò che fino a pochi attimi prima avevamo sperato non accadesse.
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"Sono spiacente di informarvi che il professor Speroni ci ha lasciato poco fa" Sgomento. "La spiegazione è qui, ancora scritta, lui non c’è più" era le frasi tra le lacrime di un intero liceo che da quel momento si era ammutolito di fronte alla perdita di uno dei propri pilastri. Il professor Speroni ha lasciato un vuoto nel cuore degli alunni, nei suoi colleghi, quasi come uno dei bastioni dell’istituto fosse improvvisamente crollato sotto il peso di quella notizia. Sembrava così surreale ricordare i suoi temibili test, le spiegazioni seguite dalle immancabili “ricerchine”, il quaderno ordinato da presentare al momento dell’interrogazione o le preghiere a Sant’Alfredo il giorno in cui la commissione si riuniva per le pagelle e realizzare che da quel momento nessuno sarebbe stato in grado di emularlo.
A distanza di un anno ricordiamo ancora ogni dettaglio di quella mattina in cui ci ha lasciato un grande uomo, un gran chimico ed un eccellente maestro di vita.
Vorremmo rivolgergli un saluto, come il suo ultimo prima di lasciarci.
“Arrivederci professor Speroni… e grazie.”
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