“Ecco cosa facciamo per i profughi dalla Libia”
L’assessore e vicesindaco Valeria Valioni illustra tutte le azioni messe in campo in città per sostenere le sedici persone fuggite dall’Africa
«Finora abbiamo accolto e sostenuto i profughi provenienti dalla Libia, ecco cosa abbiamo fatto». L’assessore e vicesindaco Valeria Valioni spiega come il comune ha accolto le 16 persone che sono state ospitate, in accordo con la Prefettura, in città, insieme alla Caritas. «Iniziamo con il dire che l’Amministrazione, diversamente da altri grandi Centri della Provincia, ha dato la propria disponibilità a collaborare responsabilmente con le Istituzioni che ce lo chiedevano pressantemente – spiega l’assessore -. È il caso di segnalare che è passato poco più di un mese dall’arrivo dei primi 10 e poco più di 15 giorni dall’arrivo dei successivi 6. La necessità di consentire un periodo di tranquillità, per l’adattamento alla nuova situazione potrà essere bene compreso, spero, anche dai nostri più feroci detrattori».
«In questo periodo – elenca la Valioni -: abbiamo organizzato al meglio le principali necessità (alloggio, cibo, vestiario); abbiamo provveduto alle esigenze sanitarie più immediate , per quanti avevano problemi; abbiamo sostenuto tutto il percorso amministrativo (certificazioni, documenti, accompagnamenti in Questura); abbiamo fatto conoscere ai profughi i loro connazionali residenti (chi è musulmano ha potuto seguire le funzioni del Ramadan); abbiamo avviato, in collaborazione con Caritas, un corso di italiano per entrambe le comunità; abbiamo fatto uno studio di fattibilità per le possibilità di lavoro a favore del Comune (purtroppo scarse o meglio, non adeguatamente normate) , cui fa riferimento anche l’Assessore Fontana nella sua intervista al quotidiano “La Provincia “ di ieri; tale processo è ancora in corso, in contatto quotidiano con le Prefetture di Milano e Varese, per individuare una soluzione accettabile; abbiamo ricercato – e trovato in questi giorni – una cooperativa di mediazione linguistica e culturale non lontana geograficamente, in grado di supportarci sia con i bengalesi sia con i nigeriani».
«Quanto al sussidio individuale, il valore insuperabile di 2,5 euro/die a testa è assolutamente ed inderogabilmente normato – conclude il vicesindaco -; se fosse possibile aggiungere qualcosa (che i profughi manderebbero alle loro famiglie che sono in difficoltà, causa mancanza delle loro rimesse in patria) lo faremmo, ma non è così. È peraltro possibile dare un liberale contributo a tale fine, promuovendo collette , e c’è già chi l’ha già fatto, dimostrando sensibilità al problema. Se qualcuno pensa che “ce la stiamo spassando” con i soldi dello Stato (a proposito : chi li ha visti finora?) è invitato a venire a vedere, ma rimboccandosi le maniche, perché constaterà che c’è lavoro per tutti senza alcun guadagno per nessuno. Colgo l’occasione peraltro per ringraziare le tante Associazioni (in primis: Caritas, San Vincenzo e Croce Rossa) e singole persone che , senza alcuna pretestuosa ed inutile polemica, ci hanno dato una mano per fare di Saronno una città accogliente e solidale con chi ha patito dolori e sventure e casualmente è approdato proprio qui».
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