Le botte del compagno la fanno abortire due volte
L'uomo è stato rinviato a giudizio. Nel 2008 l'aveva costretta, con la violenza, a rinunciare al bimbo che aveva in grembo, la seconda l'ha causato direttamente colpendola anche al grembo
Aveva fatto abortire la sua compagna due volte in due anni: la prima volta, nel 2008, inducendola a servirsi di una struttura sanitaria con le botte, la seconda (2009) direttamente con le botte. Se non fosse stato per i medici del Pronto Soccorso dell’ospedale di Busto Arsizio, che si sono subito accorti dei segni della brutale violenza del convivente, questa brutta storia non sarebbe approdata oggi nelle aule del tribunale cittadino. La donna, infatti, molto probabilmente non avrebbe sporto denuncia per paura.
L’uomo, un trentenne marocchino, è stato rinviato a giudizio questa mattina, martedì, dal giudice per l’udienza preliminare Nicoletta Guerrero che ha confermato la tesi accusatoria secondo la quale a causare il secondo aborto siano state proprio le violenze inferte sul corpo della povera donna, anch’essa trentenne e marocchina. I due vivevano nella stessa casa a Busto da alcuni anni e la violenza somministrata regolarmente dal suo convivente era racchiusa nelle mura domestiche, come spesso accade ancora purtroppo, e solo quando la situazione è degenerata con il ricovero in ospedale è riuscita ad emergere. Ora per lui ci sarà un processo da affrontare, rischia diversi anni di carcere.
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