Porfidio contro gli ex-colleghi: “Voraci di poltrone e inefficienti”
L'ex-consigliere comunale de "La Voce della Città" attacca la maggioranza per l'esplosione di commissioni e poltrone e il Movimento 5stelle per aver proposto riduzioni risibili degli indennizzi
L’ex-consigliere comunale Audio Porfidio rompe il silenzio che lo contraddistingueva da qualche settimana in qua e torna ad esprimersi sul consiglio comunale che non lo vede più diretto protagonista.
Leggo sconcertato sulla stampa locale l’involuzione della politica cittadina che si esprime in un consiglio comunale che avrebbe dovuto essere «il più qualificato di sempre» e che invece sta dando uno spettacolo di inefficienza di bassissima qualità.
I cittadini dovrebbero riflettere sui rappresentanti che loro malgrado hanno eletto nell’assemblea civica. In sei mesi di lavoro cosa hanno prodotto i consiglieri comunali di utile per la città in un momento storico così delicato in cui le famiglie e le imprese devono affrontare la crisi economica? La risposta, purtroppo, è nei fatti. Vediamo da mesi che i partiti si accapigliano sulla composizione delle commissioni consiliari: addirittura ancora nei giorni scorsi sono state attivate due nuove commissioni che vanno ad aggiungersi a quelle già esistenti. Qual è la logica che sta dietro a questa esplosione di organismi consultivi se non la voracità di poltrone da occupare e di gettoni di presenza da intascare? E’ un clamoroso controsenso che il consiglio comunale, ridotto da 30 a 24 componenti per attuare risparmi e semplificazioni, aumenti a dismisura il numero delle commissioni consiliari che finiscono per essere formate sempre dagli stessi rappresentanti? L’unica spiegazione di questa scelta è che i partiti di maggioranza debbano garantire una poltrona di presidente o di vicepresidente ad ogni singolo componente dei propri gruppi consiliari, per compensare alla riduzione di posti in giunta. Il punto è che in sei mesi queste così ambite commissioni consiliari cos’hanno prodotto per la città? Si sono riunite più volte per eleggere i presidenti e i vicepresidenti che non per discutere e cercare soluzioni ai problemi della città. E’ un ennesimo segnale della distanza siderale che questa politica autoreferenziale continua a mantenere nei confronti della città e delle esigenze reali e quotidiane dei cittadini che si trovano ad affrontare la crisi.
Un altro esempio lampante è la questione dei gettoni di presenza: se ne è discusso per mesi sulle colonne della stampa locale, con proposte e controproposte per dimezzare i gettoni e risparmiare sui costi della politica, ma finora non abbiamo visto concretizzarsi nemmeno una singola proposta in consiglio comunale. Settimana prossima, leggiamo dall’ordine del giorno appena pubblicato, sarà in discussione una proposta del Movimento Cinque Stelle di ridurre del 10% i gettoni di presenza dei consiglieri comunali e del 5% le indennità del sindaco e degli assessori. Verrebbe da dire: cari signori della casta, state forse scherzando o state prendendo in giro i cittadini che vi hanno eletto? Di fronte ad un bilancio comunale che la stampa definisce “da lacrime e sangue” e di fronte ad una crisi economica che moltiplica le necessità nel settore dei servizi sociali, il massimo di sforzo e di sacrificio che la politica cittadina si appresta a fare è una riduzione di appena il 5 o 10% delle indennità? Briciole rispetto alle esigenze dei cittadini in difficoltà. Uno schiaffo alla crisi. I nostri politici dovrebbero vergognarsi e nascondersi, come fanno abitualmente nei palazzi del potere dove si divertono a suon di sceneggiate propagandistiche e di inutili contrapposizioni di partito ma non spendono un attimo del loro tempo per risolvere i problemi dei cittadini. La verità è che i rappresentanti della casta, tutti inclusi anche quelli che si sono fatti eleggere proprio per sfidare la casta ma che si sono subito adeguati all’andazzo generale (come i “grillini” che chiedono di ridurre gettoni e indennità di appena il 5 o 10%, forse per non rimetterci troppo pure loro….), pensano solo agli affari loro, si accapigliano per qualche comoda poltrona ignorando i problemi dei cittadini e si tengono stretti i loro gettoni di presenza e le loro indennità finché ci sono ancora soldi da rastrellare dai bilanci comunali. Siamo sempre alle solite: l’orchestrina che suona sul Titanic che affonda.
E questo sarebbe il consiglio comunale più qualificato di sempre? Come direbbe il grande Totò, “ma mi facciano il piacere…”.
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