L’Auser ridà vita al centro “Figli del lavoro”
In via del Popolo c'è la sede di una storica realtà di aggregazione, nata dall'impegno dei lavoratori gallaratesi. Ora rinasce con un progetto articolato promosso dall'Auser e dai suoi volontari
Procedono spediti i lavori per il recupero del circolo "Figli del lavoro" di via del Popolo a Gallarate. Lo storico spazio è stato affidato da Comune e 3SG ad Auser Gallarate, che sta facendo lavori sulle strutture ma soprattutto sta costruendo un progetto di gestione approfondito. «Per la prima volta si uniranno sia l’attività di volontariato al servizio delle persone che quella di promozione sociale» spiegano i vertici locali di Auser, presentando un progetto (che fa parte della rete "Nuovi luoghi della comunità") in cui l’associazione crede molto e a cui tiene molto, al punto che anche alcuni rappresentanti regionali sono impegnati per seguirlo, come Rino Campioni e Sara Bordoni.
Innanzitutto si è partiti con i lavori sulla struttura, che necessitava di una sistemata (nonostante la "inaugurazione" del maggio scorso da parte della vecchia amministrazione) e di una revisione degli spazi. I volontari dell’associazione hanno eliminato le piastrelle dalla vecchia cucina e hanno piastrellato invece un altro locale subito dietro al salone, per comodità logistica: l’ampio spazio potrà ospitare la libera aggregazione, ma anche i corsi che si vogliono organizzare. Altri locali saranno invece dedicati al servizio "Filo d’argento" per l’assistenza agli anziani, che sarà riattivato in questa sede, che sarà anche punto d’appoggio per il servizio di "navetta protetta". All’aperto, l’ampio spazio del bocciodromo, il "cuore" della vecchia Figli del lavoro.
Il centro "Figli del lavoro" è inserito nel complesso di edifici che un tempo costituivano la "Casa del Proletariato", che comprende anche il Teatro del Popolo (anch’esso oggi del Comune) e le sedi sindacali (ci sono ancora gli uffici della Cgil). Stendardi, gagliardetti, ritratti incorniciati, una parete intarsiata raccontano la storia dell’organizzazione dei lavoratori in una città operaia. Nella palestrina sotterranea del complesso è stato ritrovato anche un ampio archivio di foto, materiali, volantini che raccontano la storia del circolo ricreativo e delle sue attività. Il lavoro di catalogazione e valorizzazione è affidato a Sara Bordoni e Mimma Pratticò, non è escluso che si riesca a trarne anche un volumetto, in futuro, in cui raccogliere la storia del Circolo e delle tante persone che l’hanno animato nel tempo. «Rinnoviamo l’invito a chi ha vissuto in passato le attività della Figli del Lavoro perché vengano a raccontare la loro esperienza e a riportare i loro ricordi».
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