Una montagna di droga nascosta nel garage
Fermato un "grossista" che viveva nel Magentino: nel suo garage c'erano 102 chili di hascisc dal valore di 500mila euro. È stato arrestato mentre rivendeva un panetto a due uomini di Varese e Lavena Ponte Tresa
Una montagna di droga ben nascosta in un garage, ma destinata a trasformarsi in migliaia di dosi di hascisc, per rifornire tutto l’Ovest Lombardia. I carabinieri di Gallarate, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Busto Arsizio, hanno scoperto un vero grossista degli stupefacenti, fermato nel momento in cui aveva appena concluso una transazione: in manette è finito M.A., 33 anni, cittadino albanese da anni presente in Italia. Viveva a Bernate Ticino, nel Magentino, e teneva il suo "tesoro" nel garage di casa, pronto per essere venduto a spacciatori locali. Carabinieri e Procura di Busto sono arrivati a lui dopo lunga attività d’indagine, oltre un mese per monitorare gli spostamenti ed individuare
il referente primo del commercio illegale: lunedì 19 dicembre sono scattate le manette, mentre vendeva un panetto (previo "assaggio") a due uomini di Lavena Ponte Tresa e Varese (G.R, italiano di 40 anni, e D.A., albanese di 24), arrestati anch’essi per detenzione a fini di spaccio. Quanto al "grossista" di Bernate, quando è stato portato a casa a Bernate non ha collaborato, ma i carabinieri – partendo dal mazzo di chiavi che aveva in tasca – sono arrivati ad identificare il box a sua disposizione. Quando hanno aperto la serranda, si sono trovati di fronte una montagna di droga: 102 chili netti di hascisc, dal valore di 200mila euro all’ingrosso ma destinati ad aumentare
di valore fino a 500mila euro al dettaglio. A casa dell’uomo sono state trovate anche munizioni da caccia, ma non armi. «La sinergia tra Procura e Carabinieri porta a risultati positivi nella guerra al traffico di droga» ha deto soddisfatto il Procuratore di Busto Francesco Dettori, affiancato dal sostituto procuratore Nadia Calcaterra, dal capitano dei carabinieri di Gallarate Michele La Stella e dal comandante del nucleo operativo di Gallarate Elisabetta Spoti. La dottoressa Calcaterra ha anche sottolineato come il tessuto criminale stia diventando «sempre più impermeabile», con organizzazioni più attente ad evitare infiltrazioni. Certo, la quantità recuperata in questa occasione è particolarmente elevata: «Proseguono le indagini per capire la provenienza dello stupefacente» conclude il capitano La Stella.
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