Ustiona la moglie con la benzina, arrestato quarantaseienne
L’uomo accusato di violenze e lesioni. Le aggressioni duravano da anni. La donna salvata dal fratello, in casa al momento dell’aggressione
Una storia di estrema violenza tra moglie e marito che secondo i carabinieri andava avanti da diversi anni. Il culmine si è però toccato qualche giorno fa quando l’ennesimo litigio stava per trasformarsi in tragedia: un uomo ha tentato di dare fuoco alla moglie con la benzina, ustionandole il viso. Lui, 46 anni, che risulta in comune come beneficiario di una pensione di invalidità e con problemi di alcolismo. Lei, di diversi anni più giovane, operaia di origini marocchine, unico reddito da lavoro in famiglia, dove vive anche un minore, figlio della coppia.
Il 5 dicembre scorso arriva una telefonata al 112: una donna in lacrime chiede aiuto e subito i militari intervengono: la trovano in casa con la faccia arrossata, che tra il pianto racconta cosa le era accaduto poco prima: il marito, al momento non in casa, le aveva gettato addosso della benzina e le aveva dato fuoco. Nell’abitazione, messa a soqquadro, un forte odore di benzina. La donna, sotto shock, era stata salvata dal fratello, in quel momento in casa: l’uomo si è gettato sulla sorella con una coperta per spegnere le fiamme: senza il suo intervento le condizioni della trentasettenne sarebbero state molto più gravi.
Proprio mentre era in corso il soccorso della donna, ecco rientrare in casa il marito in evidente stato di ebbrezza, che inveiva contro la moglie.
Il 46 è stato a quel punto portato subito dai carabinieri in caserma a Laveno Mombello e sottoposto a perquisizione: in tasca aveva un accendino, usato probabilmente per il folle gesto.
La donna nel frattempo veniva trasportata d’urgenza in ambulanza al pronto soccorso di Cittiglio, per le ustioni di primo e secondo grado riportate al volto e al collo, secondo i sanitari guaribili in dieci giorni.
Nella casa dove è avvenuta l’aggressione i militari hanno trovato una tanica di litri 5 di benzina contenente circa la metà della sua capacità, e i panni bruciati nel lavandino della cucina: tutti gli oggetti sono stati sequestrati.
Nella stessa serata la donna formalizzava denuncia-querela contro il marito; da quanto raccolto dai carabinieri sono emersi una serie di episodi contraddistinti da un crescendo di violenze, vessazioni e maltrattamenti, che la donna per circa otto anni ha sopportato spesso in silenzio.
In alcune circostanze solo la fortuna ha evitato che dalle violenze scaturissero conseguenze ben più gravi.
Nel 2008, infatti, il 46 enne aggrediva la moglie, provocandole la frattura del setto nasale.
La ricostruzione della vicenda effettuata dai carabinieri, le testimonianze raccolte, sono state racchiuse dai militari in una informativa di reato, nell’ambito delle indagini coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Varese, Luca Petrucci.
Sabato scorso il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Varese, “alla luce di tali gravi episodi e dell’incontrollabile violenza subita dalla vittima”, ha emesso nei confronti del 46 enne un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che i militari hanno eseguito ieri sera alle 23:30. L’uomo si trova rinchiuso presso il carcere dei Miogni.
Il sindaco di Brenta Gianpiero Ballardin fa sapere che la famiglia è ora in carico ai servizi sociali. L’uomo finito in manette è originario di Pino Lago Maggiore e da qualche anno si era trasferito in paese.
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