Globeground, ancora una fumata grigia
Nessuna novità dall'incontro tra le parti davanti al prefetto: Sea garantirebbe il reimpiego di 15 lavoratori per l'imbarco, ma rimane l'incognita degli altri posti di lavoro
Rimane ancora in sospeso, in un limbo indeterminato, la condizione dei lavoratori della Globe Ground, l’azienda di servizi di terra messa in crisi dalla riduzione dell’attività di Lufthansa a
Malpensa che già ad ottobre aveva causato il ricorso alla cassa integrazione: l’incontro davanti al prefetto nella giornata di lunedì 16 gennaio -dopo il precedente appuntamento dell’11 gennaio – si è concluso con un nulla di fatto e con la conferma della proposta di accordo avanzata da Sea. Si parla infatti di 15 lavoratori riassunti per i servizi di biglietteria: Sea ha confermato questa prospettiva anche nel corso dell’incontro davanti al prefetto, come confermato da fonti sindacali Uil. Rimane comunque ancora aperta la questione dei restanti lavoratori (sono 135 complessivamente, alla Globe Ground) il cui futuro resta nell’incertezza: Sea avrebbe confermato la sua indisponibilità al ricorso alla clausola sociale, a causa della disponibilità di manodopera e della difficoltà economica in cui si trova la società del gruppo che si occupa di handling. La posizione dell’azienda è comuqnue contestata dai sindacati: «Senza l’assunzione di alcun lavoratore di Globe Ground, significherà per i lavoratori dell’area 1 di Sea Handling, per poter servire anche i voli Lufthansa, un aumento consistente dello sfruttamento» rispondono con durezza i sindacati di base Cub, Slai Cobas e Usb.
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