“Il circolo familiare è in mano agli abusivi “
Edoardo Novati, presidente della Soms (società operaia di mutuo soccorso) che è proprietaria dei locali, denuncia: «Non ci viene pagato l'affitto da due anni e mezzo»
La chiusura del circolo familiare di Induno Olona non è solo una questione di soldi, o meglio, è anche una questione di soldi. La proprietà dei locali è della Soms (società operaia di mutuo soccorso) che conta 60 soci (in passato ne ha avuti fino a 150) e una storia lunga oltre un secolo. La gestione dell’attività del circolo, invece, a suo tempo era stata affidata a persone esterne alla società che pagavano un affitto. «Il problema – spiega Edoardo Novati, presidente della Soms – è che il circolo è in liquidazione e ha 200 mila e passa euro di debiti, quindi non esiste più. C’è una sentenza del tribunale che ha ordinato lo sfratto, ma noi non abbiamo ancora in mano le chiavi perché non ci sono ma state restituite. Quindi come facciamo ad affidare ad altri la gestione?».
Quando venne costruito, lo stabile di via Piffaretti fu dato in proprietà alla Soms, mentre la gestione fu affidata a un circolo cooperativo che qualche anno fa decise di subaffittarlo ad un gruppo di persone, gli attuali gestori del "Bar da Piera". Questi ultimi, secondo il presidente della Soms, non hanno alcun titolo per sedersi al tavolo di trattative, in quanto, ufficialmente, non sono la controparte. «Sono abusivi – continua Novati – e noi abbiamo dovuto ricorrere in tribunale, ritrovandoci in una bega che non ci competeva. Il nostro immobile è occupato da persone che non hanno alcun contratto con noi e che non ci restituiscono le chiavi».
La società operaia ha anche un problema economico, in quanto non gli viene pagato l’affitto per l’utilizzo dei locali. «Da due anni e mezzo – precisa il presidente – non prendiamo i soldi che ci spettano e noi, come società operaia, dobbiamo salvaguardare i muri, oltre che l’immagine perché siamo nati nel 1800 e abbiamo sempre agito con serietà: siamo una società di mutuo soccorso, non di mutua disgregazione».
Il Bar da Piera è diventato negli anni un punto di riferimento per molti giovani del territorio. In via Piffaretti, infatti, si organizzano attività, concerti e iniziative varie. «L’aspetto culturale non c’entra nulla – continua Novati – perché noi abbiamo sempre garantito fin dalle origini, con un teatro interno, la regolarità e l’adeguatezza dei locali per gli spettacoli. La verità è che lì ci sono degli abusivi, il vecchio circolo non c’è più ed è in liquidazione e noi non possiamo disporre dei nostri locali, nonostante lo sfratto sia esecutivo».
Nel frattempo è partita anche una raccolta di firme da parte di alcuni frequentatori del locale e per domenica 8 gennaio è stato organizzato un presidio davanti al comune di Induno Olona. «Abbiamo cercato di fare incontrare le parti che, ricordo, sono due soggetti privati – conclude il sindaco Maria Angela Bianchi – ma non è così semplice. Sabato mattina incontrerò i firmatari della petizione».
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