Seprio Servizi sotto la lente della Corte dei Conti
Due lettere in municipio per chiedere la documentazione sul rendiconto 2010. Una missiva invia anche dalla Procura della Corte. Il vicesindaco: “Siamo tranquilli”
Biblioteca, Villa Truffini e Seprio Servizi nel mirino della Corte dei Conti e della Procura della Corte dei Conti. Nei giorni scorsi, più precisamente il 21 dicembre, sono giunte in Comune due lettere da parte dei due enti, entrambi con richiesta di documentazione relativa al rendiconto 2010 della Seprio Servizi. Proprio l’anno in cui c’è stato il passaggio di proprietà dei due edifici comunali alla società di servizi. Azione che ha sollevato diverse polemiche, anche tra le forze di opposizione che avevano presentato un esposto proprio alla Corte dei conti. «Abbiamo fornito tutta la documentazione richiesta – spiega il vicesindaco Vito Pipolo -. Ci aspettiamo una valutazione di merito e obiettiva su quanto fatto da questa amministrazione. Siamo tranquilli, anche perché la richiesta presentata rientra nella normale prassi dopo l’esposto presentato dai consiglieri di minoranza».
Diversa l’opinione dei consiglieri di minoranza del gruppo Ulivo, Piergiorgio Campanini e Giuseppe Scrivo: «Tutti i nostri dubbi, sollevati nelle sedi appropriate e spesso corredati da documentazione dettagliata, sono stati sempre posti all’attenzione della maggioranza.
La maggioranza si è sempre dimostrata compatta nel bocciare ogni nostra iniziativa e sempre riluttante ad approfondire le nostre argomentazioni. La rilettura degli atti ufficiali pregressi a firma delle opposizioni evidenzia soltanto una parte dei dubbi sollevati recentemente dal Collegio dei Revisori dei Conti. E questo conferma la nostra lealtà nell’esercitare il ruolo di opposizione.
«La richiesta di documentazione da parte della Procura della Corte dei Conti, a seguito di un esposto inviato da alcuni Consiglieri Comunali, non deve essere impugnata come un atto di condanna preventiva – concludono i due consiglieri -. In democrazia parlano le sentenze e il chiacchiericcio gratuito non è contemplato dalla nostra Costituzione. Però, se un arbitro ha stabilito di voler approfondire meglio le ragioni di una parte, lasciamo alle opposizioni il merito di aver assolto il proprio ruolo di controllo con dignità, correttezza e trasparenza, senza mirare la schiena di nessuno».
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