Bomba incendiaria per punire uno “sgarbo”, tre arrestati

I fatti sono stati ricostruiti dai carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio e del Nucleo Investigativo di Varese: tre italiani, padre e due figli, sono finiti in manette con l’accusa di tentato omicidio aggravato in concorso, minacce e violenza privata

Prima le urla e gli spintoni, poi addirittura una bomba incendiaria. Finì fortunatamente senza vittime, ma con tanto spavento e numerose ustioni sul corpo di un giovane nigeriano, una lite nel novembre 2006 a Cavaria con Premezzo. I fatti sono stati ricostruiti dai carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio e del Nucleo Investigativo di Varese: tre italiani, padre e due figli, sono finiti in manette con l’accusa di tentato omicidio aggravato in concorso, minacce e violenza privata. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore di Busto Arsizio Roberta Colangelo. 
 
L’episodio risale al 13 novembre 2006, quando, da un banale litigio per questioni di vicinato i tre avevano deciso di farla pagare duramente al vicino scomodo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, un ragazzo nigeriano aveva “osato” lamentarsi con il capostipite della famiglia per alcuni lavori di muratura che lo stesso stava eseguendo presso il condominio di via Sant’Antonino a Cavaria con Premezzo. Già nel corso della mattinata una violenta lite: volano spintoni, minacce e un pugno. Il 70enne italiano, non pago, brandendo un mattone, insegue l’extracomunitario che, spaventato, riesce a sfuggire all’aggressione anche grazie all’intervento di alcuni connazionali. A questo punto entrano in scena i figli che non si dimostrano da meno rispetto al padre. Iniziano le prime minacce verbali. Evidentemente non paghi di quanto fino ad allora compiuto, nel cuore della notte i tre decidono di dare una dura lezione al ragazzo compiendo un vero e proprio “raid” punitivo. Alle 4 del mattino il gruppetto familiare cosparge in più punti il pianerottolo dell’abitazione di liquido infiammabile, ma per essere sicuri di raggiungere lo scopo utilizzano anche una bottiglia incendiaria artigianale. Lanciano la bottiglia contro il vetro di una finestra che va in frantumi mentre il rudimentale ordigno esplode all’interno. La casa viene letteralmente invasa dalle fiamme. Anche il pianerottolo è un rogo e le fiamme sono così alte da lambire il ballatoio dell’abitazione al primo piano. Sono momenti di terrore e di angoscia.
 
L’immediato intervento di vigili del fuoco e dei carabinieri scongiura il peggio e tutti gli occupanti vengono messi in salvo, ma l’obiettivo degli attentatori è comunque raggiunto: il ragazzo nigeriano riporta gravi ustioni su arti e tronco. Per gli altri familiari, lievi lesioni ma tanta paura. Rimarranno sotto shock per giorni. Le indagini dei Carabinieri, hanno consentito di ricostruire un corposo quadro probatorio e  dare un nome agli attentatori. Una tragedia più grave evitata, ma un brutto ricordo che ancora oggi la vittima porta sul suo corpo.

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Pubblicato il 29 Febbraio 2012
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