Brunori Sas: “Ho tagliato i baffi e faccio il musicista-contabile”

Nuovo look e nuovi progetti per il cantautore di Cosenza che sabato 24 marzo sarà in concerto al Twiggy Club. "Parto con un tour più intimo"

L’abbiamo lasciato con un sogno, quello di fare il commercialista. Adesso Dario Brunori, conosciuto al pubblico come Brunori sas dice di fare il «musicista contabile». Da tre anni sui palcoscenici di tutta Italia, il ragazzo di Cosenza che si è “trovato” a fare il cantautore presenta un tour «più intimo, dove si torna alla voce e alla chitarra», che sabato 24 marzo presenta a Varese, al Twiggy Club.
Un tour che si intitola “Senza baffi” per sottolineare le novità artistiche del cantautore, il suo nuovo look e i suoi nuovo progetti. Ma senza dimenticare il solito umorismo alla “brunori”. «Ho tagliato i baffi per allontanare le folle di fan. Insomma, quando non c’è niente di nuovo dal punto di vista musicale un artista si inventa un nuovo look così c’è qualcosa di cui parlare». In realtà di cose di cui parlare ce ne sono molte, la prima è che insieme alla nuova tournèe uscirà il film di Lucio Pellegrini, “É nata una star”, di cui Brunori ha curato la colonna sonora.

Come è nata la collaborazione con Pellegrini?
«Una mia amica lo ha incontrato a Torino e gli ha parlato di me. Ci siamo incontrati ad Ivrea ad un mio concerto ed è iniziata la collaborazione. Sapevo quello che voleva e ho iniziato a scrivere i testi e le musiche. Sono dei brani di una tristezza infinita, forse ho esagerato…vanno a fare da sfondo ad una commedia. Sono dodici canzoni, oltre a 5 brani strumentali».

Come sono andati questi tre anni da cantautore?
«In maniera clamorosa. Non ci avrei scommesso prima e non ci scommetto adesso. Da buon calabrese uso la tecnica del “lamento” in modo scaramantico perchè per me potrebbe finire tutto anche domani. Non si sa mai, quindi vado in giro a dire che, “sì, va…”».

Si sente molto il tuo legame con la Calabria…
«Sì, sono rimasto a vivere qui. Dopo 10 anni in Toscana, ho deciso di rimanere a vivere nel mio paese anche se dal punto di vista logistico non è il massimo. Qui c’è la mia famiglia e mi piace rimanere da queste parti»

Dopo tre anni di musica, ti dicono ancora che sei il “nuovo” Rino Gaetano?
«Sì ho provato a dire che è lui il “vecchio” Brunori ma non mi hanno ascoltato…»

Cosa pensi della musica italiana di oggi?Come sta andando secondo te?
«Credo che ci siano proposte interessanti ma il problema è dal punto di vista economico. Ci sono molti cantautori alternativi che non riescono ad emergere perchè non ci sono gli investimenti. Io faccio parte del mondo “indie” ma quando mi definiscono alternativo credo che sia eccessivo. Ho la fortuna di esserci in questo ambiente ma penso a tanti altri artisti che non riescono perchè il meccanismo non lo permette. Per fortuna, anche grazie al web, le cose stanno cambiando…»

E il festival di Sanremo? Lo hai visto?
«Sì ho visto due serate ma non mi è piaciuto. Non è più il festival degli anni ’80 legato alle canzoni, è spettacolo. Come cantautore lo trovo lontano da me»

Progetti per il futuro, oltre questo disco che uscirà il 26 marzo?
«Ho fatto tre dischi in tre anni, non mi chiedere di più…ti ricordo che sono sempre un uomo del sud (scherza ndr)».

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Pubblicato il 15 Marzo 2012
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