Il cantiere infinito e il marciapiede “in ostaggio” di Corso Sempione
All'incrocio con via Marsala doveva sorgere una palazzina commerciale-residenziale, ma i lavori sono fermi da mesi. Ora si cerca di "liberare" lo spazio destinato ai pedoni
Un cantiere fermo e un marciapiedi che non esiste più da tre anni. Il cantiere è quello all’angolo tra via Marsala e Corso Sempione e ora il Comune è intenzionato a riportare in uso il marciapiedi "occupato" appunto dalle recinzioni del cantiere: «Procederemo con un’ordinanza per chiedere il ripristino del marciapiedi» ha spiegato il sindaco Edoardo Guenzani rispondendo in consiglio comunale ad una interrogazione del consigliere del PdL Aldo Simeoni che lamentava i disagi patiti «dai pedoni costretti a lunghe peripezie». Chi si muove a piedi sul lato a destra del Corso (andando cioè verso il centro città) deve infatti portarsi sul lato opposto della strada per superare il punto in cui non esiste il marciapiedi. Anche se poi spesso i pedoni accorciano camminando in strada, nonostante il cartello di divieto: una situazione potenzialmente pericolosa e che rallenta il traffico all’altezza del semaforo.
Aldo Simeoni ha parlato di anomalia da risolvere, il sindaco ha risposto che «l’anomalia iniziò quando si diede autorizzazione all’occupazione del marciapiede» per esigenze di cantiere, aperto tre anni fa. Le autorizzazioni sono del 2007/2008, sull’area di proprietà della ZeRo Group srl con sede a Milano. Si deve costruire una palazzina di pregio a funzione residenziale e commerciale, caratterizzata in origine anche da un aspetto esteriore originale (nella foto: un render del primo progetto). Ora si sta verificando l’avanzamento dei lavori:«Abbiamo chiamato il responsabile del cantiere e si era detto che entro fine febbraio si sarebbe liberato il marciapiede. Poi sono state presentate modifiche, ma la documentazione era carente e successivamente il professionista incaricato ha accampato continue scuse». Teoricamente una volta riaperto il cantiere dovrebbe riaprire anche il marciapiedi, anche se la soluzione tecnica non è facilissima, perché la gettata del cemento armato si trova immediatamente a ridosso della strada. In ogni caso il Comune si dice pronto a «procedere con un’ordinanza».
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