Dieci notti nell’aurora boreale, una serata al Gat
La serata con Lorenzo Comolli, che si è recato nel Nord della Norvegia, in programma lunedì 21 Maggio alle ore 21
Tra il 24 febbraio e il 5 marzo Lorenzo Comolli (Ingegnere meccanico ‘stregato’ dalle stelle da quando entrò giovanissimo nel GAT, Gruppo Astronomico Tradatese) insieme ad alcuni amici, è riuscito a realizzare uno dei sogni che ancora gli mancavano come astrofilo: quello di recarsi nel Nord della Norvegia, dalle parti delle isole Lofoten, ben al di sopra del circolo polare artico per tentare di osservare e fotografare nelle condizioni migliori le aurore boreali. I risultati di questa spedizione sono stati straordinari ed il GAT, Gruppo Astronomico Tradatese ha deciso di proporli per la prima volta al pubblico di Tradate lunedì 21 Maggio alle ore 21 al CineTeatro P.GRASSI. Il titolo della serata impostata sul tema: ALLA SCOPERTA DELLA MAGIA DELLE AURORE BOREALI.
Come noto le aurore boreali si formano in piena notte quando il campo magnetico terrestre cattura delle particelle energetiche emesse dal Sole: si vedono solo alle alte latitudini perché qui le linee di forza del campo magnetico della Terra sono molto vicino alla superficie. Tra i 100 e 200 km di quota le particelle solari interagiscono con la nostra atmosfera, principalmente con le molecole di ossigeno, eccitandole. L’ossigeno eccitato emette una luce di colore verde smeraldo, facilissima da percepire a vista e da fotografare. Quando invece è l’azoto ad essere eccitato, si creano delle sfumatura rosse ed arancioni.
Aggiunge Lorenzo Comolli. «Nonostante la latitudine (quasi 70°N), grazie alla corrente del Golfo, la temperatura media non è così bassa come si potrebbe immaginare: durante il nostro viaggio la minima temperatura raggiunta una notte è stata –5 °C. A quelle latitudini si verificano aurore boreali praticamente TUTTE le notti, anche quando l’attività solare non è molto elevata».
Lorenzo si è portato al circolo polare 2 camere digitali + computer corredate da ottiche molto luminose. Questa scelta è stata vincente per una ragione che ha dell’ incredibile. «Non avrei mai immaginato che il vero problema, nella fotografia delle aurore, non è la loro luminosità ( che è elevata) ma il fatto che esse sono continuamente in movimento: di conseguenza per immortalarle sono necessarie pose assai brevi, quindi obiettivi molto luminosi».
Le immagini raccolte da Lorenzo sono state ovviamente moltissime: oltre 16.000 in 10 notti.
Dopo questa descrizione è possibile che venga voglia a qualcuno di prendere il primo aereo e andare subito a osservare le aurore. Attenzione, però, perché adesso non è più il momento. Le aurore infatti si vedono di notte e, attualmente, oltre il circolo polare, è sempre giorno fino alla fine di Settembre. Bisognerà quindi aspettare il prossimo autunno-inverno, con la sicurezza che la “stagione delle aurore” del 2012-1013 sarà ottima, grazie alla attività solare sempre in crescita con il progredire del 24° ciclo. In queste condizioni, da quelle latitudini, avere notti con aurore sarà una regola più che un’eccezione.
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