Il bilancio regge, ma il leghista offeso se ne va
Strana seduta di consiglio comunale. Per garantire il numero legale in aula i politici devono saltare la partita allo stadio. Il lumbard Monti lascia l'aula indignato dopo un litigio con il Pd
Il centrodestra è riuscito a mantenere il numero legale durante la discussione sul bilancio consuntivo e preventivo e ha votato il primo provvedimento senza inciampi. La circostanza non era scontata perché mercoledì sera c’era anche la partita del Varese allo stadio e non pochi tra assessori e consiglieri volevano essere tra le gradinate, tanto che nei banchi del Pdl proprio davanti al tavolo del consigliere Piero Galparoli (assessore in provincia e tifoso in curva) campeggiava lo striscione della squadra di calcio biancorossa. Ma non c’è solo lo sport, il Pdl e la Lega sono attraversati da diverse tensioni interne e in particolare, nel partito di Berlusconi, la corrente dei laici sta facendo tremare alcuni equilibri in tutta la provincia; ha messo in discussione la giunta a Somma Lombardo e ha provocato un cambio di vicepresidente a Vila Recalcati. Nella Lega c’è invece l’onda lunga del rinnovamento maroniano, che nonostante la batosta elettorale potrebbe mettere in discussione il ruolo di alcuni assessori meno ortodossi al nuovo gruppo vincente leghista, con l’assessore alla polizia locale Piatti che in questo momento copre un ruolo molto defilato.
Ma l’unica tensione politica l’ha invece provocata il presidente della commissione bilancio, Emanuele Monti (nella foto), che ancora a inizio discussione ha lasciato l’aula per protesta. Un gesto molto strano, che nasce da un battibecco con i consiglieri del centrosinistra. Questi ultimi erano infatti fuori dall’aula all’inizio del consiglio perché volevano verificare se la maggioranza era in numero sufficiente da garantire la seduta (un vecchio giochino che serve a responsabilizzare chi governa, ovvero se comandate dovete anche assumervi la responsabilità di garantire i lavori del consiglio). Monti ha pubblicamente detto che si trattava solo di giochini di basso profilo e che lui aveva fatto un viaggio da Roma per garantire il numero legale, ma i consiglieri dell’opposizione non hanno gradito e lo hanno criticato. A questo punto Monti si è alzato e se ne è andato, offeso.
Nonostante questo, la discussione si svolta regolarmente. L’assessore Giuseppe Montalbetti ha letto la relazione, per il Pd Luca Conte ha osservato che la spesa corrente è ipertrofica e poco strategica, secondo Rocco Cordì di Sel va riorganizzata tutta la spesa, mentre Piero Galparoli del Pdl, unico a intervenire della maggioranza, ha osservato che la pianta organica del comune assorbe troppe energie e, ovviamente senza licenziare, andrebbe in futuro ridotta.
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