Naxos: 25 anni di musica per tutti
Un catalogo di oltre 7mila titoli e la voglia di realizzare la prima enciclopedia interattiva on line.
Indispensabile crederci; fondamentale perseverare. Fondata nel 1987 da Klaus Heymann, amante della musica classica di stanza a Honk Kong, l’etichetta Naxos compie venticinque anni. Con una grande novità: realizzare la prima enciclopedia interattiva on line di musica classica. Progetto ambizioso, ma che genera un entusiasmo da adolescente nelle parole del suo fondatore: «Cliccando su un estratto dello spartito scelto se ne potrà ascoltare la musica, mentre cliccando su qualsiasi termine tecnico – tempo rubato o crescendo – se ne potrà leggere la definizione e subito dopo passare all’ascolto di quell’effetto in musica». Inoltre, il piano dei festeggiamenti nell’anno 2012 ha ormai preso il via con trecento nuove registrazioni, download gratuiti per tutti i clienti il primo giorno di ogni mese (www.classiconline.com), box di dieci cd con le migliori registrazioni e i brani più amati del repertorio Naxos. Poi e-books, i-books, prodotti media integrati, una libreria on line in streaming e lo sviluppo di alcune App per bambini e adulti. Inseguendo i valori che Heymann ha sempre posto alla base della Naxos: «Repertorio, valore e innovazione».
Con più di 7mila titoli in catalogo, l’etichetta si è aggiudicata 18 Grammy Awards, oltre 800 segnalazioni “3 stelle” (il massimo tra i consigli d’ascolto) della Penguine Guide e 150 Gramophone Editor’s Choice Awards. In trenta nazioni diverse ha prodotto, ogni anno, circa 200 nuove incisioni dando attenzione – qualitativa ma anche quantitativa – ai compositori polacchi, inglesi, americani. E con l’intenzione di concentrarsi, nel futuro, su Canada, Grecia, Turchia, Giappone, Cina, Finlandia, Nuova Zelanda. Etichetta di “rottura”, la Naxos ha cambiato il mercato discografico di classica e jazz. Fatta sì per gli appassionati – che confrontano le interpretazioni e scoprono musicisti “mainstream” – ma soprattutto per coloro che vogliono conoscere, apprendere, divertirsi nello scegliere stili, epoche e compositori di cui, spesso, è difficile reperire musiche e registrazioni svolte con coscienza critica. «D’altronde – dice Heymann – in Cina si utilizzano gli stessi caratteri per definire la crisi e l’opportunità: anche la pirateria potrebbe aprire le porte ad una industria delle nuove occasioni».
Il futuro? Ancora tutto da incidere. Con Heymann e sua moglie violinista: quando lei dà l’ok, il disco si può considerare fatto.
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