Ovunque è Legnano?
Prima uscita pubblica per il nuovo sindaco di centrosinistra Alberto Centinaio, unica novità politica nel parterre delle autorità del Palio 2012. Spiccano di più le assenze dei politici leghisti, spesso in prima fila
"Ovunque è Legnano", recita l’inno nazionale cantato da un gruppo di bambini delle elementari con le magliette verdi, bianche e rosse. E se è vero che Legnano è ovunque allora possiamo dire che qualcosa è cambiato di certo in Italia. Cosa ci fa un sindaco di centrosinistra a fare il supremo magistrato al Palio? Che fine hanno fatto le autorità massime della Lega (e del Pdl) dal parterre dello stadio Mari? Una scena, tra l’altro, accompagnata da un certo vento fresco in una giornata anche un po’ afosa.
Il Palio di Legnano resta lì, immutabile con i suoi rituali, sospesi tra leggenda e realtà storica, metafora
Il Palio di Legnano 2012 ha detto anche un altra cosa: la distanza tra i simboli della battaglia (Alberto da Giussano in testa) e la Lega Nord è un fossato sempre più grande e sempre più difficile da colmare. Oggi tra i vip della manifestazione non si sono viste facce note della Lega Nord, gli ultimi due (Bossi e Boni) sono finiti entrambi indagati nell’ultimo anno e di sfoderare la spada in pubblico pare che in pochi al momento abbiano voglia. Ovunque è Legnano, quel luogo dove la vittoria e la sconfitta si compensano nell’immutabilità dell’Italia unita.
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