Passa il bilancio ma le tensioni restano

Consiglio comunale di oltre 5 ore per l'approvazione del bilancio di previsione presentato dall'assessore Mira Bonomi. La maggioranza si compatta e lo approva dopo le tante divisioni interne ma i problemi restano

102.636.559 euro. E’ questa la cifra che Laura Mira Bonomi (foto a sin.), assessore al bilancio del comune di Busto, ha dovuto organizzare per il conto economico dell’anno prossimo approvato dal consiglio comunale ieri sera, mercoledì, con i soli voti della maggioranza. «C’è una grande sfida che abbiamo voluto portare avanti: non aumentare il peso della tassazione sui nostri cittadini», spiega l’assessore andando a presentare al consiglio comunale il frutto di 6 mesi di lavoro nei quali, per bocca delle stesse opposizioni, c’è stato un buon coinvolgimento di tutto il consiglio comunale. L’amministrazione guidata dal sindaco Farioli ha superato, dunque, uno scoglio che ha messo certamente in tensione i rapporti interni alla giunta ma anche negli stessi partiti che compongono la maggioranza. Fibrillazioni che non sono mancate anche durante la seduta fiume (si è conclusa oltre le 2 di notte) con l’intervento pungente nei confronti del sindaco da parte del consigliere Pdl Riva e le divisioni interne alla Lega che non ha votato in maniera compatta un emendamento presentato dal consigliere Marco Albertini.

«Non è stato facile sia per la difficile situazione economica generale e sia per i rigidi paletti del patto di stabilità» ma soprattutto per la grande novità di nome IMU. «La nostra scelta è stata quella di tenere le aliquote standard» il che significa un’aliquota ordinaria al 7,6×1000 mentre per la prima casa scende al 4 e per i fabbricati rurali al 2. In tutto il Comune prevede di incassare oltre 17,4 milioni di cui 5,7 dalle sole prime case. Una scelta molto ragionata e ponderata, nata dal confronto con moltissime associazioni e con le quali «abbiamo fatto molti prospetti per capire come le aliquote avrebbero inciso su tutte le categorie». Se ad esempio «avessimo tenuto le aliquote al minimo consentito, avremmo dovuto cercare 24milioni di euro da altri capitoli di spesa».

Per far quadrare il bilancio «molta attenzione è stata data al taglio delle spese». Complessivamente, infatti, verranno risparmiati 5,185 milioni di euro spalmati su tutti gli assessorati. «Abbiamo però voluto salvaguardare servizi sociali e istruzione», spiega il sindaco Gigi Farioli precisando che i tagli sono stati calibrati in maniera differente tra tutti i vari assessorati. Come già annunciato, una sforbiciata è stata data anche alle partecipate del comune anche se «tra la distribuzione di utili e le riserve straordinarie l’anno scorso sono entrate molte più risorse di quelle preventivate», precisa Mira Bonomi. Parallelamente è anche iniziato un piano di valutazione per dismettere parte del patrimonio immobiliare del Comune che inizierà dall’anno prossimo. Per il resto la scelta è stata quella di tenere le tariffe costanti: la TARSU non avrà variazioni, così come l’irpef rimarrà al 4×1000.

«I revisori dei conti hanno giudicato il nostro bilancio attendibile per le entrate e congruo nelle uscite», precisa Bonomi prima di ricordare che, anche quest’anno, Busto non sforerà il patto di stabilità tenendosi sotto la soglia di 58mila euro (l’anno scorso erano 61).
In più continuerà un piano di investimenti infrastrutturali di 14,5 milioni di euro con una serie di opere pubbliche suddivise per anno dal 2012 al 2014. Con un emendamento approvato a larga maggioranza, inoltre, verrà istituito un fondo lavoro per aiutare le famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro. Respinta dalla maggioranza, invece, la mozione del Pd per l’innalzamento della soglia di esenzione dell’Irpef da 8 mila a 10 mila euro e il conseguenziale aumento dello 0,005 dell’aliquota per i redditi al di sopra dei 75 mila euro. La curiosità è che il sindaco aveva votato a favore.

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Pubblicato il 21 Giugno 2012
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