Emanuele Pesoli si incatena davanti alla sede della Federcalcio
Il difensore ex Varese è stato squalificato per tre anni per le vicende del calcio scommesse. Ha deciso di iniziare lo sciopero della fame davanti alle sede romana di via Allegri
Solo ieri è arrivata la notizia della squalifica di tre anni per Emanuele Pesoli, ex calciatore del Varese, ora in forza al Verona, per la vicenda del calcioscommese. Il difensore è stato ritenuto colpevole per degli scambi di sms con Carlo Gervasoni, ex giocatore e uno dei massimi pentiti di questo processo.
Pesoli ha deciso quindi di incatenarsi davanti alla sede della Federcalcio a Roma, in via Allegri, e protestare contro la condanna ricevuta. Oltre alle catene ha deciso di iniziare uno sciopero della fame pur di professare la propria innocenza.
Proprio per la vicenda legata a Pesoli, il Varese, dopo aver deciso di patteggiare, ha subito un punto di penalizzazione per la prossima stagione per responsabilità oggettiva, dato che all’epoca dei fatti (si parla della gara Siena-Varese5-0 del 23 maggio 2011), il difensore era tesserato per la società biancorossa.
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