Affossato il registro delle coppie di fatto
La maggioranza si è schierata contro ma ci sono stati alcuni "obiettori di coscienza". Anche nel centrosinistra c'è chi si è astenuto e non ha votato a favore. Il tema divide
Il consiglio comunale di Varese ha bocciato la proposta di Sel e Pd di istituire un registro delle coppie di fatto, una sorta di anagrafe comunale che contempli le coppie che vivono insieme ma che non sono ufficialmente sposate, e in questo modo assicurare loro anche delle agevolazioni nelle tariffe comunali. Una misura che giù alcuni comuni hanno adottato, in questi mesi, come è accaduto ad esempio a Milano, città governata da un sindaco di Sel e da una maggioranza di centrosinistra. Varese è governata da una maggioranza di centrodestra (Lega e Pdl) e già questo ha mercato una prima differenza, ma in realtà al voto di ieri sera i partiti sono arrivati meno compatti di quanto si possa pensare.
Già nei mesi scorsi, infatti, nella maggioranza la Lega Nord aveva lasciato una sostanziale libertà di coscienza, tanto che ieri sera ha votato a favore del provvedimento il capogruppo Giulio Moroni, il consigliere Ermanno Niada , mentre si sono astenuti sia il consigliere comunale Emanuele Monti che il presidente del consiglio comunale Roberto Puricelli, l’unico del Pdl a non votare contro il registro delle copie di fatto. Il Pdl , nei mesi scorsi, ne aveva fatto quasi una battaglia di civiltà, con interventi durissimi e al limite del clericale da parte ad esempio del giovane consigliere Giacomo Cosentino, ma anche con la posizione espressa Lara Comi, segretario provinciale del partito, che aveva esplicitamente parlato di minaccia per le famiglie.
Il gruppo ciellino del Pdl era ovviamente schierato contro e così anche l’Udc, che è in minoranza ma che ha condiviso l’idea che un semplice registro delle coppie di fatto possa mettere in crisi le famiglie. Un’idea tutta politica, se vogliamo, che però ha creato breccia anche nel centrosinistra. Il Pd, 5 stelle, Movimento libero, Pd e Sel hanno votato a favore. Ma si sono astenuti il consigliere del Pd Emilio Corbetta, e Luciano Ronca della lista civica Varese & Luisa, quest’ultimo, esponente del mondo cattolico, ha giustificato la sua posizione con un problema di rappresentanza della sua lista civica. Eppure è stato lo stesso Ronca nel suo intervento a chiarir bene di che cosa si stia parlando: «A Varese le famiglie ufficiali , composte almeno di due persone sono 15.820 mentre si vede come in città il 36% delle famiglie ( 13.133 persone ) siano composte da un unico membro che sicuramente non sono tutti single o vedovi . La realtà varesina annovera quindi molte coppie di fatto. Alcune persone, per vari motivi altamente validi, fanno una scelta, anche combattuta nel profondo dell’animo, di convivere».
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