Banca Etica soffre meno delle altre banche
Sergio Morelli, vicepresidente di Banca Popolare Etica, è intervenuto ad Anche Io la festa di Varesenews
Dopo 11 anni di vita ufficiale Banca Popolare Etica è in salute, nonostante la crisi, lo spread, il credit crunch e l’aggressività dei fondi speculativi che con la recessione sono sbarcati in Europa per fare affari a buon prezzo. «Noi stiamo bene – spiega Sergio Morelli, vicepresidente di Banca Popolare Etica -. Il nostro tasso di sofferenza è all’1,5%, contro il 3,5 % della media nazionale. Questo significa che i nostri clienti, anche se questa parola non mi piace, a cui concediamo i prestiti sono molto affidabili e soprattutto etici. Per noi l’etica è un fatto non una parola».
L’affidabilità di cui parla Morelli è strettamente legata alla responsabilità del risparmiatore, alla trasparenza del sistema su cui si basa la banca, ma soprattutto al lavoro della rete territoriale dei soci che permette di non prendere fregature, o meglio, di prenderne meno degli altri. «La valutazione che fa il Git che è il gruppo di interesse territoriale – spiega Sandro Di Gregorio, coordinatore del Git di Varese – consente di valutare l’affidabilità sul piano etico senza mai dimenticare la sostenibilità economica del progetto per cui si chiede il finanziamento».
Tra i tanti temi affrontati alla festa Anche io di Varesenews, Morelli ha insistito sull’importanza degli impieghi, cioè i soldi prestati in base alla raccolta di risparmio e la responsabilità nel decidere dove e come investire. «Quello degli impieghi un indice importante della vitalità dell’economia – ha spiegato il vicepresidente di Banca Etica – e noi in questo senso andiamo bene. Il problema che abbiamo oggi è quello della capitalizzazione perché siamo arrivati al massimo della nostra possibilità di impiego. Quindi è necessario aumentare il nostro capitale sociale».
Una delle decisioni strategiche per il futuro di Banca Etica riguarda il potenziamento dell’home banking, attraverso l’utilizzo di Internet, che per una banca che ha pochi sportelli fisici è una scelta quasi obbligata. «Per la piattaforma informatica – ha concluso Morelli – ci siamo appoggiati al sistema a noi più vicino, cioè quello delle Bcc. E’ chiaro che bisogna migliorare la piattaforma e noi ci stiamo muovendo in questa direzione»
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