Il “treno della memoria”, per non perdere i ricordi
Il progetto del Camelot contro l'Alzheimer è reso possibile da un finanziamento ottenuto dal Ministero, che ha premiato la 3SG. Il 21-22 settembre varie iniziative per le "Giornate Inaugurali"
A distanza di sei mesi dall’aggiudicazione del finanziamento ottenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è al via il Servizio di terapie non farmacologiche “il Treno della memoria”. «E’ un progetto innovativo – spiega in Presidente Enrico Moresi – che si inserisce perfettamente nelle politiche di sostegno alla domiciliarità dettate da Regione Lombardia». Il 21-22 settembre sono in programma varie iniziative per le "Giornate Inaugurali"
Il progetto si sviluppa attorno alle nuove TNF (Terapie Non Farmacologiche), fortemente indicate per la prevenzione e la cura dei disturbi che insorgono in età avanzata collegate a demenze senili di tipo Alzheimer. Attraverso l’applicazione di strumenti innovativi il Servizio di terapie non farmacologiche è teso a migliorare la qualità della vita della persona assistita e del suo contesto familiare. Il progetto ha caratteristiche estremamente innovative nel panorama terapeutico italiano, perché prevede lo studio, l’allestimento e la sperimentazione di una “stanza sensoriale”, con l’allestimento della Sensory room (letto sensoriale), dello spazio nursery e del Treno virtuale presso il locali dell’Ambulatorio di Terapie non farmacologiche di 3SG Camelot. Un progetto quindi a domicilio per chi ne farà richiesta, ma ovviamente indirizzato anche agli ospiti della struttura, malati di Alzheimer.
Nello spirito di sussidiarità con le realtà esistenti sul territorio, il progetto coinvolge anche due realtà di associazionismo presenti sul territorio: Auser Gallarate e l’Associazione Banca del Tempo, già attivi con il progetto del centro diurno anziani “figli del lavoro”.
La “validazione” ministeriale e il coinvolgimento delle Istituzioni che governano la gestione dei Servizi di sussidiarietà (Regione Lombardia con i suoi esponenti, l’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Varese e l’Amministrazione Comunale), consentono a 3SG di perseguire l’obiettivo generale di impostare e convalidare un modello assistenziale “ambulatoriale-domiciliare” che sia in grado di supportare la cura e l’accudimento al domicilio di persone affette da malattia di Alzheimer, capace di integrare terapie farmacologiche e non farmacologiche consentendo così una riduzione dei sintomi della malattia e una più longeva e serena permanenza all’interno della rete affettiva e dell’ambiente familiare.
La presa in carico è globale e si rivolge sia alla persona malata che ai famigliari, chiamati quotidianamente alla gestione delle problematiche derivanti dalla malattia di Alzheimer.
Per sostenere il Servizio è attivo un portale dedicato gallarate.etiber.it, valido strumento di rete che consente al “Treno della Memoria” di essere costantemente in contatto con il malato di Alzheimer e con tutti gli attori dell’assistenza, gli operatori e i familiari. Famigliari e singoli operatori potranno, nella totale garanzia di privacy dei nostri utenti, scambiarsi e ottenere tutte le informazioni utili alla gestione del malato. «Anche in questo progetto – ha concluso il Direttore Generale di 3SG, Manila Leoni – le politiche aziendali hanno voluto porre al centro la persona. E’ infatti l’attenzione per l’ammalato il punto di partenza imprescindibile di ogni progetto, calibrato sul singolo individuo. In ogni nostra nuova iniziativa, in ogni nostro progetto gli ammalati vengono accompagnati delicatamente – usando una metafora, potremmo dire presi per mano – così come i loro familiari. Una caratteristica che ha sempre connotato i servizi di Camelot».
Il 21-22 settembre in programma varie iniziative: alle 18 l’inaugurazione e la presentazione del progetto al Camelot, alle 20.30 la proiezione del film "Una sconfinata giovinezza" di Pupi Avati, prenotazione obbligatoria 0331/750301. Sabato invece, dalle 9.30 alle 11.30, la tavola rotonda e dibattito "La malattia di Alzheimer: nuovi strumenti e cure a supporto del malato e della famiglia"
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