“Torna Silvio”, lite nel Pdl
Manifesti in città voluti dall'assessore Galparoli. L'assessore Clerici gli risponde: "No, è una minestra riscaldata"
Il manifesto è un 6 per 3 di quelli che è impossibile non notare. Il simboli della vecchia Forza Italia è stato modificato con un semplice “Torna Silvio”. Insomma, un’operazione politica diretta da Piero Galparoli, assessore ai lavori pubblici della Provincia di Varese, consigliere comunale e berlusconiano doc.
E’ lui il regista dei manifesti piazzati in città per sponsorizzare la candidatura di Berlusconi alle prossime elezioni, ma l’iniziativa sta suscitando polemiche dentro il partito. Oggi gli ha risposto l’assessore all’ambiente del comune Stefano Clerici (già al centro del curioso caso Assad) il quale rispedisce al mittente la richiesta di Galparoli e polemizza con lui. «Non esistono uomini per tutte le stagioni – dice l’assessore – un amico ha tappezzato la città con un invito: "Torna, Silvio." Sì, torna a fare il presidente del Milan. E portati via la classe NEGLIgente del PDL. Riconoscere il fallimento, fare autocritica e un profondo esame di coscienza, resettare e ripartire. No alle minestre riscaldate, no al maquillage da quattro soldi.
La politica cammina sulle gambe degli uomini, e servono UOMINI NUOVI per un nuovo centrodestra».
Galparoli a sua volta replica ancora: «Sei disattento Stefano. I manifesti invitano alla discussione e ad aprire un dibattito. Se poi gli uomini nuovi sono i Fiorito di turno o la Polverini sindacalista meglio il Nostro».
I due si punzecchiano sulle gesta degli esponenti delle rispettive correnti. Galparoli a Varese è vicino all’assessore Raffaele Cattaneo ma è da sempre un berlusconiano entusiasta, Clerici invece viene dalla destra; gli scandali romani colpiscono esponenti di quella corrente ed è per questo che Galparoli lo rinfaccia allo stesso Clerici. Segue dibattito.
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