I No Elcon occupano il Comune: “Vogliamo vedere i documenti”

Alcuni membri di Assemblea Popolare No Elcon sabato mattina sono entrati nell'atrio del Comune annunciando che non se ne sarebbero andati fino a quando non avessero avuto accesso ad alcuni documenti riguardanti il polo chimico. Ma alla fine si è trovato un accordo.

Ci sono molti ingredienti nella vicenda che ha animato la mattina degli uffici comunali di Castellanza: sospetti, urla, promesse, tensione, insulti e alla fine accordi. Tutto è iniziato quando verso le 10 un gruppo di persone dell’Assemblea Popolare No Elcon si sono presentati al banco dell’ufficio informazioni del comune chiedendo di accedere ad alcuni documenti e comunicando che non se ne sarebbero andati fino a quando non avessero avuto copia di quei fogli. «Sono documenti pubblici, abbiamo seguito la corretta procedura per richiederli e non capiamo perchè non possiamo accedervi», spiega una portavoce. La vicenda, infatti, affonda le sue radici nel novembre dello scorso anno «quando abbiamo inoltrato attraverso un cittadino residente a Castellanza richiesta di accedere alla documentazione» e, con i primi giorni del 2013, la risposta arrivata dal responsabile dell’ufficio relazioni con il pubblico, Alessandro Colombo, «è stata negativa perchè l’interesse non era considerato legittimo».
E così giovedì scorso alcuni membri dell’Assemblea si sono ripresentati in comune e in quell’occasione avrebbero partecipato ad una telefonata tra il Segretario Comunale e Ruggero Amodio, funzionario della regione che ha in mano la pratica Elcon, e che in quella conversazione avrebbe confermato l’assenza di vincoli di segretazione. «Noi oggi siamo qui per chiedere di poter accedere a quei documenti pubblici contro questo abuso d’ufficio», scandiscono i manifestanti in un crescendo di tensione all’interno dell’atrio del comune «anche perchè quei documenti riguardano le integrazioni che Regione Lombardia ha chiesto il 6 dicembre ad Elcon e che la società dovrà depositare entro lunedì».
A sbloccare la situazione sono intervenuti, dopo Polizia Locale e Carabinieri, il vice Sindaco Galli,l’assessore Frigoli e il presidente del Consiglio Comunale Alfredo Cerini. «Non possiamo darvi questi documenti perchè il Segretario Comunale ci ha comunicato che non abbiamo ricevuto comunicazione dalla Regione per poter fare accedere a quei documenti e non è nei nostri poteri far cambiare pensiero al segretario», ha spiegato Luca Galli ai manifestanti precisando poi che l’amministrazione comunale poco ha a che fare con questioni burocratiche di questo tipo. Ma alla fine, ben oltre l’orario di chiusura degli uffici, l’accordo è arrivato. Un compromesso che porterà lunedì mattina una delegazione dell’Assemblea Popolare a confrontarsi con il segretario comunale che mostrerà la corrispondenza tra Castellanza e il Pirellone.

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Gennaio 2013
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