Cimberio, ti te dominet Milan. Varese in semifinale di Coppa

Strepitosa prova della squadra di Vitucci che travolge l'Armani (92-74) e conquista il passaggio del turno. Sabato l'avversaria sarà Roma che ha sconfitto Cantù

Dal nostro inviato – A due minuti dalla sirena finale c’è un largo spicchio del Forum di Assago che salta e balla indemoniato, e non dimentica di salutare con ampli gesti i – tanti – tifosi di Milano che lasciano in anticipo gli spalti. Scornati, perché hanno visto la loro squadra, la ricchissima Emporio Armani, farsi travolgere dalla Cenerentola Cimberio. Ed è la seconda volta in meno di due mesi: dopo la cavalcata in campionato ecco il bis nel quarto di finale di Coppa Italia, che la squadra di Vitucci comanda dall’inizio alla fine sconfinando in più di un momento nel territorio del dominio totale. Un successo che non ammette repliche per Varese, che tornerà a giocare una semifinale di Coppa a 14 anni di distanza dall’ultima volta: lo farà sabato (17,45) contro Roma che in un match emozionante ha regolato Cantù 89-85.
A consegnare il passaggio del turno a Varese ci ha pensato soprattutto il suo playmaker: se il duello tra i due Green era di gran lunga il più atteso era difficile pronosticare un verdetto così netto a favore di Mike. Tripla doppia per lui che nei 23 punti segnati ci ha infilato anche le due triple in fila che hanno spaccato la gara nell’ultimo quarto; e poi 10 assist, 10 falli subiti e 8 rimbalzi, il migliore anche in questa statistica. E dire che dall’altra parte Marques Green non ha certo demeritato: i volti del ko per Milano sono altri, quelli imbarazzanti di Bremer e Fotsis, di Melli e Gentile. Giovani italiani portati a scuola da un Polonara a sua volta mostruoso (16, 6/7 al tiro) che riscrive qui le gerarchie in chiave azzurra.
Ma tutta Varese, come spesso accade, ha portato acqua al mulino della vittoria: Ere è stato grande in difesa, Talts e Dunston si sono alternati sotto canestro, Banks ha punto nel momento giusto e gli altri, pur imperfetti, hanno avuto il loro momento buono. Insomma, anche questa volta una lezione di Vitucci al celebrato Scariolo, costretto ad ammettere di non capire perché la sua squadra sia apparsa molto meno intensa rispetto alla Cimberio. Ma forse la risposta c’era già giovedì nelle parole del tecnico di Varese: «Loro sono più esperti ma noi abbiamo una fame che non vi immaginate». Una fame che per qualche ora è placata, visto che nella pancia di Varese c’è tutta Milano. Ma è utile digerire: sabato in semifinale c’è Roma che in campionato è già rimasta una volta sullo stomaco.

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Final8: Cimberio – Ea7 92-74 4 di 27

COLPO D’OCCHIO – Le Final8 a Milano, sede vicina alle tre squadre lombarde e raggiungibile facilmente anche da tanti altri tifosi, portano migliaia di spettatori sugli spalti del Forum fin dalla prima giornata di gare. Tanti i supporters di Cantù, delusi dalla sconfitta brianzola contro Roma, tanti quelli di Varese che sognano di ripetere la magica serata del 23 dicembre. Un desiderio esaudito.

PALLA A DUE – Squadre al completo per Vitucci e Scariolo: la Cimberio manda a referto anche Bruno Cerella che tuttavia è inutilizzabile. In quintetto non c’è Sakota, che ha un polpaccio fasciato, ma Polonara. Milano ha qualche acciacco ma la lista dei giocatori non presenza alcuna assenza. E il duello in regia tra i Green inizia subito.

LA PARTITA – Tutti aspettano i play e invece sono i pivot (ben imbeccati dai rispettivi registi) ad accendere le polveri: Dunston chiama, Radosevic risponde e il punteggio sale subito. Varese paga il secondo fallo di Ere ma è abile a scegliere Banks come secondo protagonista offensivo: i suoi punti e una difesa attenta regalano il 21-14 della prima sirena.
Quello di Varese non è certo un fuoco di paglia: anche con le riserve i biancorossi reggono l’urto. Uno slalom di De Nicolao, un rimbalzo di Talts, una difesa di Rush contribuiscono anzi ad allungare nel punteggio che fa l’elastico tra il +10 e il +15. C’è anche Polonara ma nel finale Varese ringrazia soprattutto… Gentile: l’ala casertana prima commette un fallo evitabile su Ere (tre liberi a segno), poi commette “passi” sul tentativo a metà campo e lascia mezzo secondo a Banks per segnare il 46-29.
Partita spaccata in due? Sì, anche se il terzo quarto non è brillantissimo per la Cimberio: Varese regge per alcuni minuti ma fatica in attacco e al tiro, anche perché almeno ora Milano difende in modo più aggressivo. Ci si arena così a quota 57, con Bourousis e Langford che tiro dopo tiro riavvicinano l’Armani, arrivata sino a -6; la terza sirena è un gong che arriva al momento giusto: 66-58.

IL FINALE – Ma quando Milano vede il riaggancio, Varese dà il colpo di grazia. Anzi, ne dà tre, tutti dall’arco: Mike Green fa una doppietta, Ere segue a ruota dall’angolo e il vantaggio torna a esplodere a favore della formazione prealpina. Si tocca ancora il +16 con un Green in stato di grazia e Polonara che “si permette” di offrire a Talts l’assist per la schiacciata. Di fatto finisce con 4′ di anticipo ma nei derby non c’è pietà: ShAchille completa il suo percorso infilando altre due bombe, Green prende in giro Langford palleggiandogli attorno, il pubblico varesino impazzisce di gioia e chiede a Vitucci la finale. Suona la sirena, 92-74, ci si dà appuntamento a sabato, per proseguire nel sogno chiamato coccarda.

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Pubblicato il 07 Febbraio 2013
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