Lotta alla camorra, la testimonianza di don Aniello Manganiello

E’ questo il messaggio che don Aniello Manganiello, per sedici lunghi anni parroco di Scampia, ha portato nella sua due giorni tradatese dove, ospite del Lions Club Tradate Seprio

«Fede, cultura, lavoro. Sono questi i tre pilastri sui quali occorre insistere per sconfiggere la camorra. Sono convinto che il solo uso dei muscoli da parte dello Stato risolve i problemi parzialmente. Non sono sufficienti poliziotti e carabinieri per vincere la guerra dello Stato contro la camorra; per vincere questa guerra ci vuole altro. Queste sono misure che non servono se poi lo Stato taglia i fondi o li nega al sociale, se viene meno il rilancio produttivo e lavorativo, con contributi negati ai giovani che vogliono lavorare, che si inventano un mestiere, che aprono imprese. C’è bisogno, inoltre, di una scuola meno teorica, meno nozionistica e più proiettata sul futuro dei ragazzi; una scuola che insegni loro un lavoro, che dia loro una strada e un indirizzo concreto da seguire anche da adolescenti».
E’ questo il messaggio che don Aniello Manganiello, per sedici lunghi anni parroco di Scampia, ha portato nella sua due giorni tradatese dove, ospite del Lions Club Tradate Seprio del Presidente Giorgio Luini, ha incontrato i ragazzi di sei istituti superiori, i cittadini e i soci lions.
Don Aniello Manganiello, “il prete anticamorra”, ha presentato “Gesù è più forte della mafia” il suo libro di denuncia e testimonianza della situazione di Scampia.
«Il mio vuole essere un libro sia di denuncia che di testimonianza. Di denuncia, perché metto nero su bianco tutti i torti che sono stati fatti nei confronti di Scampia. Di denuncia verso chi ha fatto male a Scampia. Di testimonianza, per le conversioni di noti camorristi che racconto come quella di Giuseppe Sarno, fratello di Costantino, capo clan, che quando venne scarcerato all’inizio del 2000 mi aveva incontrato e aveva confessato di volersi rifare un vita, lontano da Napoli. Due sere dopo, tornando dal commissariato dove doveva andare a firmare, fu freddato da due killer. Testimonio l’impegno di tanti operatori che quotidianamente danno il loro contributo gratuito per rispondere alla richiesta di assistenza ed aiuto delle tante famiglie bisognose: i comitati di resistenza anti-camorra di Scampia, Mammut, il centro di sperimentazione e di ricerca pedagogica che ha sede a Scampia, i Gesuiti e tante associazioni che s’impegnano quotidianamente tanto portando risposte e speranza».
Don Aniello ha riscosso grande successo tra i ragazzi degli istituti superiori che lo hanno accolto con grande calore e lo hanno sommerso di domande. Stessa situazione all’incontro con i cittadini dove don Manganiello ha avuto modo di esprimere oltre che tutta la sua preoccupazione per la situazione venutasi a creare a Scampia, anche la sua speranza in un futuro migliore. Tanti anche i soci del Lions Club Tradate Seprio che hanno accolto in serata don Aniello Manganiello e hanno ascoltato con grande interesse la “lezione” di legalità del “prete anticammora”.

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Pubblicato il 22 Marzo 2013
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