Infertilità: un problema da affrontare il prima possibile
Intervista alla dottoressa Mara Zanirato che si occupa di procreazione con un approccio multidisciplinare che attraversa tutte le stagioni della vita
Cosa c’è di più importante nella storia di una coppia del progetto di generare nuova vita? Il desiderio di un figlio, il suo concepimento e l’attesa della sua nascita sono le tappe più emozionanti del cammino che ogni nuova famiglia intraprende, ma possono anche essere un momento di grande stress e dolore se le cose non vanno come sperato.
Ne parliamo con la dottoressa Mara Zanirato – specialista in ginecologia e responsabile dell’Area Infertilità presso il PCC – Centro Cure Pelviche di Varese – che con studi universitari negli Stati Uniti e in Spagna ha approfondito un approccio multidisciplinare a questo ambito della medicina.
“Oggi i dati mondiali segnalano che le percentuali di infertilità sono in aumento – spiega la dottoressa Zanirato – In alcune aree industrializzate arrivano a sfiorare il 20% delle coppie in età riproduttiva e questo è un dato sicuramente allarmante”.
Quali sono i problemi che possono favorire l’infertilità?
“Ci sono molteplici fattori, dall’età della coppia alle patologie più diverse, dalla storia clinica della coppia allo stress e ad altri fattori psicologici. E’ sicuramente un campo dove i confini spesso sono labili e le diverse discipline si sovrappongono e non possono essere separate in modo categorico. Un approccio multidisciplinare alle tematiche riproduttive è fondamentale, ed è per questo che io lavoro con un team, all’interno della struttura, al progetto denominato In Seme, dove al ginecologo si affiancano l’endocrinologo, lo psicologo, l’andrologo, il biologo e il genetista.
Altrettanto importante è avere una diagnosi precoce dell’eventuale problema.
Quindi qual è l’età giusta in cui una donna deve porsi il problema?
“In realtà per le donne non c’è un’età giusta: le tre tappe della vita di ogni donna, – la pubertà, l’età fertile e la menopausa – hanno ognuna caratteristiche proprie e importanti e vanno viste ed approcciate come uno scorrere continuo. Seguire una ragazza fin d’adolescenza permetterà di prevenire possibili problemi o di individuare in modo precoce aspetti che influiranno nella fase fertile della sua vita, così come un approccio corretto alle tematiche di questa fase permetterà di evitare o di limitare i disagi durante il climaterio”.
Spesso però si interviene o si chiede un aiuto solo quando non si riesce a concepire…
“Sì, e talvolta è troppo tardi. In questo campo la diagnosi precoce può permettere di aumentare in modo notevole le chance di avere figli”.
Che cosa deve fare una coppia che vuole avere dei bambini ma che ha difficoltà a concepire?
“Non aspettare. Ho visto tante coppie arrivare ad una diagnosi di infertilità dopo anni e anni di tentativi andati a vuoto e frustrazioni. Rinviare può solo ridurre le possibilità di risolvere il problema. L’importante è affidarsi a professionisti seri, perché in questo campo, purtroppo, abbiamo visto anche lucrare sulla pelle delle donne e delle famiglie”.
Quando ci si deve porre il problema?
“Dipende molto dall’età. Dopo sei mesi, un anno che si cerca un figlio e non arriva, è consigliabile un’indagine per verificare eventuali problematiche che impediscono il concepimento”.
Perché invece si aspetta tanto tempo?
“Purtroppo attorno alle coppie infertili nel nostro paese ci sono ancora tanti pregiudizi e pressioni sociali e spesso si rinvia il momento di prendere atto di avere un problema di infertilità. Per questo dico non esitate a parlarne con il vostro medico, con uno specialista, e soprattutto all’interno della coppia.
Parlare e affidarsi a chi sappia farsi carico del problema in tutti i suoi aspetti, togliendo alla coppia il carico di stress che spesso aggrava ulteriormente la situazione”.
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