Siamo l’Ikea della chitarra, te la scegli e te la monti

Un mercoledì da leoni ai Venti dell'Innovazione della Camera di Commercio grazie a un funky surfer professor e tre casi aziendali che hanno trovato il nuovo mercato nella rete

È stato un mercoledì da leoni ai "Venti dell’innovazione", organizzati dalla Camera di Commercio, grazie a un brillante manager, che si definisce funky surfer professor, e tre case history perfette per rappresentare il concetto di internazionalizzazione 2.0 e dare una risposta a chi sta ancora aspettando l’onda perfetta per navigare nell’economia globalizzata.
Iniziamo da Marco Zamperini, il funky “surfer” professor. Dietro questa definizione a dir poco bizzarra c’è il cio (chief innovation officer) della Ntt Data, società multinazionale con più di 60 mila dipendenti al mondo e 3500 in Italia. Il rapporto con la rete di questo evangelizzatore della tecnologia è totale e la sua “tecnovisione” , così leggera e al tempo stesso così carica di contenuti, farebbe venir voglia a chiunque di connettersi, subito. Linkedin, twitter, facebook, pinterest, instagram e blog, Zamperini ha elencato e spiegato l’utilità degli strumenti della rete. «Bisogna sfruttare al massimo tutti i canali possibili – ha detto il funky professor -perché tutto questo alimenta la crescita dei vostri contenuti in rete».
I contenuti creano relazione e la relazione stimola i contenuti. I social media e la rete vivono di tutto questo, altrimenti Facebook non avrebbe speso un miliardo di dollari per comprare Instagram, società costituita da dieci ragazzi smanettoni che fino a quel momento valeva meno di zero.

Chitarre e startup – Una delle case history portate dalla Camera di Commercio alle Ville Ponti, sede che ospita da sempre i Venti dell’innovazione, era la società B.Y.O music di Malnate, impresa nata grazie al progetto Start promosso dall’ente camerale varesino. Un caso che rappresenta il nuovo Rinascimento italiano perché Thomas Brusati e i suoi tre soci hanno saputo coniugare perfettamente l’arte artigiana della liuteria con internet. Gli strumenti musicali – soprattutto chitarre elettriche – e i servizi che propone B.Y.O (Build Your Own Music) non sono standard. Il cliente di questa liuteria online puo’ infatti scegliere e personalizzare il proprio strumento musicale, scegliendo i singoli pezzi sul sito per assemblarli con calma a casa: «Siamo come l’Ikea della chitarra, te la scegli e te la monti» ha sentenziato Brusati.

Coltelleria Collini, cura il tuo sito come il tuo negozio – Rudy Collini, presidente di PromoVarese, società della Camera di Commercio, è il titolare dell’omonomia coltelleria, negozio storico di Busto Arsizio. Dopo oltre 30 anni di attività – ha aperto infatti nel 1968 –, Collini alla fine degli anni ’90 ha deciso di aprire un sito internet per sviluppare il commercio online. Una scelta felice e lungimirante perché il negozio non solo non ha risentito della crisi, ma ha dato lavoro a cinque persone e acquisito clienti e nuovi fornitori in tutto il mondo. «L’e-commerce – ha detto Collini – in Italia è cresciuto del 12 per cento e quindi puo’ compensare la perdita di clientela causata dal calo della domanda interna. Stare nelle quattro mura domestiche non è più possibile perché si rischia di uscirne con le ossa rotte. Investite in internet e curate il vostro sito come il vostro negozio». Tra i nuovi clienti della coltelleria Collini c’è anche il funky professor che sul sito della coltelleria ha acquistato la bacchetta di Harry Potter.

L’open innovation è una necessità – Se qualcuno ricorda la teoria dei sei gradi di separazione (c’è anche un film interessante sull’argomento), dovrebbe parlare con Fabio Montini, della Innovuum srl di Gallarate, che grazie alla rete ha messo in discussione il numero di passaggi di quella teoria. Questa giovane società ha dimostrato che far incontrare la domanda e l’offerta di innovazione è una necessità perché troppo spesso capita che gli imprenditori ignorano cosa fanno i vicini di capannone. «Qualche mese fa – racconta Montini – un imprenditore di Boston cercava batteri per combattere altri batteri. Un altro imprenditore di Bolzano, leggendo la richiesta sul nostro portale ci ha segnalato che il produttore di quei batteri così ricercati stava proprio negli Usa, così dall’Italia abbiamo messo in contatto i due imprenditori americani». In questo caso i gradi di separazione si sono ridotti a quattro.

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Pubblicato il 18 Aprile 2013
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