All’Angola il Leone d’oro
Contro ogni previsione lo stato africano vince la 25 Biennale di Venezia. Miglior artista l’inglese Tino Sehgal. Il Leone alla carriera a Maria Lassnig e Marisa Merz
Il Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale alla 25 Biennale di Venezia se lo è aggiudicato l’Angola. Una sorpresa per lo stato africano alla sua prima partecipazione alla manifestazione internazionale. La giuria della Biennale ha giudicato il lavoro di Edson Chagas dal titolo Luanda, Encyclopedic City degno di riconoscimento «per la capacità dei curatori e dell’artista che insieme riflettono sull’inconciliabilità e complessità della nozione di sito». Una sorpresa, si diceva, che in pochi hanno visto nei due giorni di anteprima dato il luogo decentrato del padiglione, presso Palazzo Cini a Dorsoduro.
Una vittoria che ha infranto ogni previsione, che vedeva tra i favoriti il Padiglione Francese con il complesso progetto di Anri Sala Ravel Ravel Unravel con lunghe code all’ingresso o il lavoro multimediale di Jeremy Deller “british way of live” al Padiglione Gran Bretagna. C’è una prima volta anche per la Santa Sede, che alla Sale d’Armi presenta “In principio” con suggestive opere di Tano Festa, Josef Koudelka, Lawrence Carrol e Studio Azzurro.
Leone d’oro per il miglior artista della mostra Il Palazzo Enciclopedico a Tino Sehgal (Gran Bretagna, 1979; Padiglione Centrale, Giardini) mentre Leone d’argento per un promettente giovane artista della mostra Il Palazzo Enciclopedico a Camille Henrot (Francia, 1978; Corderie, Arsenale).
La Giuria ha inoltre deciso di assegnare quattro menzioni speciali per gli artisti della mostra Il Palazzo Enciclopedico: Sharon Hayes (USA, 1970; Corderie, Arsenale), Roberto Cuoghi (Italia, 1963), il suo enorme monolito accoglie i visitatori all’Arsenale.
Due Leoni importanti alla carriera assegnati a Maria Lassnig e Marisa Merz.
Una menzione specialeè attribuita ai Padiglioni congiunti di Lituania e Cipro per l’originalità del formato curatoriale che vede insieme due paesi in una singola esperienza. Un’altra menzione specialeè per il Padiglione del Giappone per l’acuta riflessione sui temi della collaborazione e del fallimento.
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