Comerio virtuosa può spendere 146.000 euro

La Regione ha dato l'autorizzazione alla spesa dopo aver valutato attentamente i residui passivi e l'indice di virtuosità

Piccolo ma risparmioso e con soldi da spendere. Potrebbe sembrare una notizia scontata ma in un periodo difficile con il patto di stabilità che blinda ormai tutte le amministrazioni, la notizia che il Comune di Comerio abbia ottenuto l’autorizzazione a spendere 146.726 euro non passa inosservata.

«La Regione – spiega il sindaco Silvio Aimetti – ha valutato i residui passivi e l’indice di virtuosità e ci ha permesso questa spesa che noi impiegheremo sia per pagare i nostri creditori sia per realizzare alcune opere come il completamento dei lavori per la scuola primaria, l’installazione della linea vita sugli edifici comunali, il potenziamento della videosorveglianza, la predisposizione del piano cimiteriale».
 
Per il primo cittadino è un bel risultato ottenuto grazie a un lavoro capillare di  riduzione della spesa, ma «senza gravare su scuole e sociale e mantenendo un livello di imposte sostenibile».
In un momento difficile in cui si discute della possibilità di accorpare gli enti comunali più piccoli, Aimetti spezza una lancia in favore del grande lavoro che si fa territorialmente: « Vorrei quindi ribadire come i piccoli Comuni, un po’ come le piccole aziende italiane siano, in questo momento difficile, una risorsa importante per il nostro Paese. Come in una sorta di Slow Politic  fatta non di grandi manovre  e perdite di tempo  ma di razionalizzazione della spesa,  attenzione al sociale, approccio solidale tra i cittadini,  rispetto e  valorizzazione del territorio, promozione della cultura, approcci innovativi, i piccoli Comuni Italiani stanno resistendo alla crisi. Come per tante piccole aziende è importante anche per i piccoli Comuni continuare ad esistere, magari costituendo un network di servizi ancora più efficiente, ricordandoci però che come per le aziende virtuose,  che funzionano bene,  anche i Comuni  non devono per forza essere accorpati in virtù di miopi regolamenti,  predisposti magari da chi non conosce il loro funzionamento, ma  devono essere messi in grado di erogare servizi più efficienti ed efficaci ai cittadini.  Senza sicuramente dimenticare un sano di principio di mutua solidarietà  (e non di assistenzialismo ) tra i Comuni che è un po’ la base e la ricchezza del nostro Paese. Insomma ricominciamo dal piccolo e virtuoso».

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Pubblicato il 17 Luglio 2013
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