Un incontro sullo statuto dei frontalieri
E' quello che le organizzazioni sindacali della zona hanno organizzato con parlamentari e consiglieri regionali interessati lunedì 15 luglio 2013 alle 10.00 presso la Villa Braghenti di Malnate
Lunedì 15 luglio 2013 alle 10.00 presso la Villa Braghenti di Malnate le organizzazioni sindacali e patronati di Italia e Svizzera (Cgil, Cisl, Uil, Acli, Unia e Ocst) hanno organizzato un incontro con i parlamentari e i consiglieri regionali eletti nelle circoscrizioni di Varese, Como e Sondrio per discutere del manifesto dei lavoratori frontalieri.
Ogni giorno in Italia 80mila lavoratori attraversano i confini per andare a lavorare: sono i frontalieri, le cui particolari condizioni di vita e di lavoro – a cavallo di due Paesi – li rendono misconosciuti ai più e, a seconda dei momenti e delle circostanze, diventano talvolta oggetto di grosse campagne mediatiche oppure cadono nel più completo dimenticatoio. Il fenomeno, nelle sole province di Como (14mila) e Varese (16mila), interessa più di 30mila lavoratori, e il Canton Ticino, considerando anche la provincia di Sondrio (4mila) e i lavoratori che risiedono oltre la fascia di 20 chilometri dal confine, è il più grande datore di lavoro della Lombardia. Una presenza rilevantissima eppure non riconosciuta sotto il profilo giuridico, non esistendo una visione unica e condivisa sul quadro di diritti e doveri che disciplini queste persone.
Per questo motivo organizzazioni sindacali e patronati di Italia e Svizzera (Cgil, Cisl, Uil, Acli, Unia e Ocst), che hanno presentato il 19 febbraio scorso il Manifesto del lavoratori frontalieri ai candidati delle elezioni nazionali e regionali del territorio, si incontrano con i parlamentari e consiglieri eletti nelle circoscrizioni di Varese, Como e Sondrio: per proseguire nel percorso avviato lo scorso febbraio con l’impegno formale dei candidati a realizzare al più presto un tavolo permanente di confronto con il Governo, con l’obiettivo preciso di predisporre l’impianto di uno Statuto dei lavoratori frontalieri attraverso il diretto coinvolgimento delle Associazioni Sindacali e dei Lavoratori dei territori di confine. Uno Statuto che diventi il punto di riferimento, per chiunque governi, per portare avanti negoziati internazionali in grado di produrre accordi bilaterali con i Paesi di confine che prevedano specificatamente una disciplina del lavoro frontaliero.
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