A naso in su per Nova Delphini, la stella golosa
Importante osservazione scientifica del Gruppo Astronomico Tradatese: una "nova" avvistabile con un semplice binocolo
Lo scorso 14 Agosto 2013 un astrofilo giapponese ha scoperto che tra le due piccole costellazioni estive del Delfino e della Sagitta si era accesa improvvisamente una nuova stella. La posizione è ottimale, in quanto situata proprio allo zenit quando da noi sono circa le h. 23. Un evento del genere ha normalmente l’effetto di un autentico ‘terremoto’ tra tutti gli studiosi professionisti e dilettanti di cose celesti, nel senso che qualunque altra attività viene abbandonata per seguire immediatamente il fenomeno.
"Va ricordato che una stella "nova" non è una stella che nasce sotto i nostri occhi – spiegano gli esperti del Gat di Tradate – bensì un sistema binario di due stelle, nel quale una delle due succhia di continuo materiale dalla seconda: ad un certo punto il materiale accumulato è tale che la stella esplode rovinosamente aumentando a dismisura la sua luminosità. Nel caso specifico della Nova Delphini 2013, la luminosità della stella è aumentata di qualcosa come 10.000 volte in poco più di 24 ore, arrivando alla visibilità ad occhio nudo".
Gli studiosi del Gat hanno aspettato con ansia il buio di ieri notte, per realizzare, grazie a Lorenzo Comolli, le prime immagini dal centro di Tradate e per fare le prime stime visuali della luminosità della Nova, che è tuttora in crescita. In tutte le immagini la Nova è apparsa inconfondibile e caratterizzata da un’intensa colorazione blu. L’astro risultava perfettamente visibile anche osservandolo visualmente con un normale binocolo.
Si stima che la Nova continui ad aumentare di luminosità ancora per alcuni giorni: questo significa che, nei prossimi giorni, chiunque potrà osservare con un binocolo questo fantastico evento celeste ed eventualmente immortalarlo utilizzando una macchina digitale ad elevata sensibilità.
"E’ interessante aggiungere che la Nova Delphini 2013 è esplosa vicinissima ad una stella analoga: la Nova Cigni del 1970. I più anziani del GAT di Tradate se la ricordano benissimo, anche perché fu di importanza scientifica eccezionale: l’italiano Piero Tempesti (morto di recente ultranovantenne) fu infatti il primo astronomo al mondo che si rese conto del già accennato meccanismo (nana bianca che succhia materia ad una compagna in un sistema binario) alla base dell’esplosione di queste stelle". Alle 23, tutti con il naso in su, sguardo allo zenit e binocolo a portata di mano: la stella golosa è uno spettacolo alla portata di tutti.
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