Lega: “Piccoli negozi in ginocchio. E L’amministrazione cosa fa?”
Lista Civica Ferno ViVa e la Lega Nord chiedono anche i risultati dell'intervento "I love Ferno card"
Riceviamo e pubblichiamo
Ad oltre un anno dall’apertura del centro di media distribuzione in Via Trieste e dall’inaugurazione della nuova area mercato si rende opportuna una analisi circa la situazione economica del centro storico fernese.
Purtroppo, come ampiamente era stato previsto e come l’amministrazione comunale era stata largamente messa in guardia (leggi anche "Due nuovi supermercati, i commercianti non ci stanno"), l’apertura del centro di media distribuzione e lo spostamento del mercato al di fuori del centro storico cittadino hanno avuto (e stanno avendo) effetti devastanti sull’economia del nostro paese, economia prima messa in ginocchio dalla incessante crisi economica ed ora, di fatto, decapitata dai predetti due interventi della prima Amministrazione Cerutti.
L’ultima notizia, preoccupante, riguarda la chiusura di una storica panetteria del centro, da sempre gestita con professionalità e ed esperienza, che sabato 31 Agosto ha cessato la propria attività dopo oltre mezzo secolo di lavoro. E la chiusura della panetteria rischia di essere solo la prima di altre, con la concreta preoccupazione di sprofondare in una spirale fatale anche gli altri negozianti. Ma forse il Sindaco preferisce il paese deserto! Alle decine di case sfitte, alle case delocalizzate aggiungeremo i negozi chiusi: uno scenario da paese di frontiera degno dell’ambientazione di un film sul far west. L’ambientazione sarebbe perfetta: abbiamo anche i criminali che svaligiano case, negozi e banche. Magari delle telecamere sarebbero d’aiuto (funzionanti però, non come l’ultima volta che un cittadino si è visto rispondere che le telecamere non funzionano!) E poi il problema della manifattura abbandonata al degrado, problema che in realtà non è mai stato seriamente affrontato dal Sindaco.
Era stato detto che l’apertura del centro di media distribuzione non avrebbe in alcun modo intaccato l’economia del centro storico. Il Sindaco aveva rassicurato che lo spostamento della piazza mercato non avrebbe avuto alcuna ripercussione sulla (già fragile) economia cittadina. Evidentemente la concretezza e la credibilità stavano solo sul suo volantino elettorale.
Basterebbe suggerire al Sindaco ed all’Assessore al Commercio, se non è troppo disturbo uscire da Palazzo e camminare tra la gente, di chiedere direttamente ai commercianti del centro quale sia stato l’impatto delle due (economicamente) scellerate decisioni sopra menzionate. Sarebbe interessante domandare al Sindaco se sia stato fatto uno studio prima degli interventi e dopo gli interventi per verificare come le loro scelte abbiano inciso sulla vita dei fernesi. Purtroppo siamo sicuri che, come abbiamo già sperimentato in molti altri casi, di risposte in realtà il Sindaco non ne abbia.
Per rilanciare il commercio hanno approvato l’iniziativa I love Ferno card, scaduta il 31.08 scorso, quali sono i risultati di tale intervento? Ce ne rendano conto! È diritto dei cittadini sapere come quella iniziativa abbia inciso sul paese e quali siano i pensieri dei commercianti e dei cittadini a riguardo. Ma, dopo un inizio scoppiettante, la maggioranza pare essersi dimenticata della questione…
Esiste una commissione per il centro storico, detta commissione N.A.F. (nucleo antica formazione), convocata la prima volta con grande ed ingiustificato ritardo da parte della maggioranza, una commissione alla quale avevamo espressamente chiesto prendessero parte persone che avessero avuto esperienza concreta nel rinnovo e nel rilancio di centri storici.
E per tutta risposta, siamo stati ignorati!
Ma senza l’ausilio di persone con esperienza concreta nello specifico ambito della rinnovazione dei centri storici, senza persone con una specifica competenza in materia, dove si pensa di arrivare? La commissione NAF non servirà per caso a fornire un alibi al Sindaco per dire domani “ci abbiamo provato, ma purtroppo non c’è nulla da fare”?
Staremo a vedere. Per intanto ci auguriamo di non dover scrivere presto ulteriori epitaffi alla memoria di storici negozi che chiudono i battenti.
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