Con Reed Turchi torna il grande Blues a Varese, una serata straordinaria
Ecco la recensione della serata di sabato 9 novembre al locale varesino, dove si è esibita una delle giovani voci più promettenti del panorama Blues made in USA
Chi ha mai detto che i grandi artisti non vengono a Varese? Basta saper cercare! É stata infatti una serata di grande Blues quella che si è svolta sabato 9 novembre al Twiggy Caffè con protagonista Reed Turchi, una delle giovani voci più promettenti del panorama Blues made in USA.
Turchi è un giovane artista che ha alle spalle già tre dischi pubblicati in meno di due anni e per non bastare è titolare anche di una delle etichette più interessanti degli Stati Uniti, la Devil Down Records, specializzata nella musica Hill Country del North Mississippi.
É un tour di poco meno di due settimane quello che ha portato il promettente artista americano, proveniente dal North Carolina e con lontane origini italiane, a Varese. Chiamato in Italia da un programma radiofonico romano che si occupa di Blues, la Mojo Station, il tour è nato quasi fosse una scampagnata fuori porta con Turchi che presa la sua ragazza parte per l’Italia a sue spese e senza band per trovare poi qui, grazie al programma radiofonico romano, date e un compagno di avventura nella persona di Gianluca Giannasso, un batterista italiano che sa veramente il fatto suo e che non a caso ha accompagnato l’artista americano in tutte le sue tappe nel nostro paese.
Il Tour è iniziato a metà di settimana scorsa e ha visto il duo fare tappa per prima cosa a Roma passando poi per Cantù, Verona, Savona fino ad arrivare al concerto di ieri sera a Varese. L’ultima tappa è prevista per domenica nuovamente nei pressi di Roma, per la precisione ad Ostia.
Il Blues di Turchi è una musica che rapisce, con una voce e un ritmo che ti coinvolgono e prima ancora che te ne renda conto ti ritrovi circondato da tavoli vuoti e persone in piedi che si muovono seguendo un ritmo irresistibile che sa tanto di Old America e che è stato ribattezzato “Kuozu Boogie”. Ma non è tutto, Turchi ha sorpreso il suo pubblico anche suonando oltre alla sua chitarra altri due strumenti insoliti per l’Italia ma tipici della tradizione Blues e cioè una Oil Box Guitar e una Cigar Box Guitar, due piccole chitarre fatte rigorosamente a mano usando rispettivamente una latta di olio e una scatola di sigari.
Ora c’è solo da sperare che in futuro il talentuoso artista americano, dopo questo suo primo tour improvvisato, decida di tornare nella nostra città per dare la possibilità ad un pubblico ancora più vasto di varesini di ascoltare dal vivo il prorompente ritmo della sua musica.
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