Frana colposa, due sindaci tra i 22 indagati

Chiusa l'inchiesta, la procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per il disastro del Belvedere. Fu colpa di una tubatura difettosa che, dal 1993, aveva una perdita

Com’è finita l’inchiesta sulla frana di Somma Lombardo? E’ terminata con 22 indagati, praticamente tutti gli amministratori che ebbero la responsabilità di una tubatura che, già dal 1993, perdeva liquidi, e che nel 2012 è scoppiata, facendo franare l’intero belvedere di Somma Lombardo. La procura dovrebbe a breve chiedere il rinvio a giudizio.

LA FOTOSTORIA DELLA FRANA

Come denunciava Giuliano Rovelli, proprietario della casa finita nel fiume, c’è stata secondo le accuse – imperizia e negligenza – senza contare i pericoli che ha corso la sua famiglia. In pratica, il comune, il consorzio, le società di gestione del depuratore Cabadaggio, negli ultimi 20 anni, hanno agito nel «totale disinteresse» per le proprie funzioni di gestione.

(La casa, prima dell’ultimo crollo)


Tra gli indagati ci sono l’attuale sindaco Guido Colombo e l’ex sindaco Claudio Brovelli
. Sono accusati di frana colposa, e cioè di non aver impedito il disastro, con la loro condotta omissiva. L’erosione del terreno dovuto allo scarico del sistema fognario è riconducibile alla «continua e consistente fuoriuscita di liquidi dalla condotta» e lo stato di degrado era già iniziato nel 1993. «Nessuno ci aveva mai detto nulla» osserva Giuliano Rovelli, che acquistò quella casa alcuni anni dopo, e che non poteva immaginare che un tubo sottostante l’avrebbe fatta finire nel fiume. Le accuse della procura sono state distribuite e ricostruite anno per anno. Le responsabilità degli enti sono ricadute su chi, in quei periodi, ne aveva la responsabilità legale. Così sono finiti nell’inchiesta tanti amministratori pubblici, privati e dirgenti comunali. Sull’ultima amministrazione, invece, la procura osserva che la situazione si era aggravata già il 5 novembre del 2011 e il 24 aprile del 2012, quando si manifestarono due fenomeni di dissesto del terreno. Ma prima ancora, nell’estate del 2011, e per questo il pm imputa ai responsabili legali della Amsc di Gallarate di avere realizzato una pista di cantiere, caratterizzata da «solchi di ruscellamento» che hanno agevolato l’evoluzione del fenomeno franoso. 

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Pubblicato il 12 Dicembre 2013
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