Parto in Ucraina, condannati per un falso documento

Due coniugi erano ricorsi alla pratica della madre surrogata, ma con atti giudicati erronei. Hanno più di 60 anni e questi aveva insospettito la questura

Sono stati condannati a 1 anno e sei mesi (pena sospesa) in abbreviato i due coniugi del Varesotto accusati di aver fatto un falso documento per portare in Italia due gemelli avuti in Ucraina attraverso la pratica della madre surrogata. E’ accaduto nel 2011, quando l’ambasciata italiana segnalò alla questura di Varese che i due coniugi della nostra provincia avevano registrato la nascita naturale dei due bambini. La donna aveva già compiuto 63 anni, il marito ne aveva 60.
Il pm in aula tuttavia ha chiesto l’assoluzione perchè il fatto non costituirebbe reato, ma il giudice Andrea Sala ha condannato la coppia. Tuttavia il reato è stato derubricato, da un falso in atto pubblico a falso attestazioni a pubblico ufficiale. La conseguenza più importante è che non perdono la patria potestà.
 

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Pubblicato il 29 Gennaio 2014
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