Truffa del resto, identificati gli autori
Sono due pregiudicati residenti a Varese gli autori di almeno 4 truffe, delle quali due andate a segno, negli esercizi commerciali della città lacustre. I carabinieri sono risaliti a loro dopo una lunga indagine
Ieri, venerdì, i carabinieri di Laveno Mombello hanno reso noto di aver identificato i due autori di quattro truffe – di cui due, per fortuna, solo tentate ma non andate a buon fine – che si sono verificate principalmente nel periodo a ridosso del Natale, a Brenta (va), a Cittiglio (va) e a Laveno Mombello (va), ai danni di bar tabacchi, bar . Si tratta di: M. G., cl. 1945, siciliano residente a Varese e C. S., cl.1971, nato e residente a Varese entrambi pregiudicati. I due – hanno censito i carabinieri – puntavano all’apertura, alcuni esercizi e mettevano in atto la” truffa del resto” con la quale inducevano in confusione ciascun cassiere.
Gli episodi diventano l’occasione per approfondire il modus operandi e per ricordare alcuni accorgimenti agli esercenti. Il metodo registrato è sempre lo stesso con i due che – disgiuntamente ed in successione, offrono, per saldare due diversi esigui conti, banconote di grosso taglio (ammontanti rispettivamente in 100 e in 50 euro). Alla fine delle operazioni di restituzione del resto ai due avventori, tuttavia, il secondo complice, dopo averne estratto una banconota di taglio adeguato, induce l’esercente a ripercorrere le azioni di conferimento dei soldi consegnati, ed in ciò riescono a sottrarre fino a 150 euro.
I carabinieri, nell’invitare gli esercenti anche nei casi dubbi a fare riferimento al “112” per segnalare persone e episodi sospetti, precisano che, di solito, questi trucchi permettono al truffatore di incassare cifre basse che rendono meno probabile la denuncia ed è proprio ciò che vogliono: ripetere più voltele truffe e tenere un profilo basso per non avere guai. Anche per questo si tratta di una truffa che difficilmente viene effettuata negli alberghi, dove gli ospiti sono obbligati a lasciare i propri dati. In sostanza il truffatore organizza un "giro di banconote" a volte anche molto complesso con cui confondere i calcoli (che il cassiere fa a mente) e potersene uscire con più soldi di quanti aveva dato inizialmente – spiega il maresciallo Gerardo Popeo, comandante della Stazione Carabinieri di Laveno Mombello – e la cosa funziona se avviene in maniera molto rapida e se il commesso viene distratto o messo sotto pressione (magari da un cliente-complice che sta in fila borbottando perché vuol pagare ed andarsene in fretta). Queste truffe sfruttano le piccole distrazioni del cassiere ed approfittano di quel senso di imbarazzo e vergogna che può provare se la sua onestà vien messa in dubbio, specie se, pur ripetendo meccanicamente gli stessi gesti per molto tempo (ritirare il denaro, stampare lo scontrino, restituire il resto), ammette la possibilità di aver fatto uno sbaglio.
L’esempio classico, da manuale, è quello del truffatore che deve pagare 7 euro e lo fa con una banconota da100. Il cassiere restituisce 93 euro, ma qui il truffatore dice di preferir pagare con una banconota da 50, la porge al cassiere e pretende di avere 43 euro di resto (50-7).
Ottenuto il resto, con un sorriso, chiede di riavere la sua banconota da 100 euro.
I due, fanno sapere inoltre i carabinieri, oltre che rispondere del fatto penalmente, saranno, inoltre, colpiti da misura di prevenzione.
Il risultato è l’effetto di una perfetta compenetrazione fra l’Arma di Laveno Mombello e i commercianti che subito hanno segnalato gli episodi e hanno attivato i militari della Benemerita. Le loro indagini hanno, poi, fatto il resto permettendo di stanare i due truffatori.
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