Ceramica Laveno, da colonia marina a centro ambientale

Dopo le segnalazioni sullo stato d’abbandono dello storico immobile versiliano, si accende uno spiraglio per ospitare una Onlus che si occupa di tutela del territorio e degli animali

colonia pietrasantaDue anni fa, mese più mese meno, furono le immagini girate da Striscia la Notizia a far saltare sulla sedia tanti lavenesi: la “loro” colonia marina di Pietrasanta, con le formelle di ceramica sulla facciata stava andando a pezzi, insieme a tanti bei ricordi; degrado, abbandono, addirittura erba non tagliata (foto). Oggi, però, proprio là dove tanti piccoli lavenesi mossero i primi passi a contatto con la natura, una Onlus che dedica il lavoro di centinaia di volontari all’ambiente, potrebbe far rivivere quel luogo.
È di ieri la notizia di un incontro fra i vertici del Cor.bi.a, Corpo Boschivo Ittico Ambientale, con la Asl Versilia, proprietaria dell’immobile, per esporre il progetto di risistemazione dell’area. Si tratta dell’ipotesi di acquisto da parte della Onlus dell’ex colonia per la sua risistemazione per realizzare un polo ambientale comprensivo di una scuola di formazione ambientale, un centro di assistenza per animali feriti, un ricovero per studenti e un centro logistico-operativo che coordinerà l’intervento su gran parte della Versilia di quasi 300 fra volontari e stipendiati dalla Onlus.
La colonia venne realizzata dalla Società Ceramica Italiana di Laveno Mombello tra il 1947 e 1950 e destinata ai figli dei dipendenti. La crisi del comparto segnò il declino e la chiusura della colonia “Laveno” (come viene chiamata da queste parti). La proprietà venne ceduta al comune di Pietrasanta che, a sua volta, la permutò alla Asl in cambio di un altro immobile. Cosa fare della colonia? L’ipotesi, in un primo momento, era quella di cambiare destinazione all’immobile: nella richiesta di variante al Pgt su legge difatti che “l’obiettivo è di modificare la destinazione urbanistica ai fini di una utilizzazione di tipo turistico ricettivo con la previsione del raddoppio dell’attuale volumetria”.
Un’ipotesi, di destinare l’immobile ad attività turistica, che sembra “non interessare nessuno” come si legge nell’ultimo articolo in merito realizzato dal quotidiano locale, la Nazione, del 19 marzo scorso (nella foto). Ecco allora che l’ipotesi di un impegno per uno scopo diverso potrebbe interessare l’attuale proprietà dell’immobile, l’Asl appunto.la nazione colonia pietrasanta
Il presidente della Cor.bi.a, Simone Badalamenti, contattato da Varesenews non ha dubbi circa l’utilità di questo immobile per i fini dell’associazione: «All’interno andremo a collocare un centro didattico ambientale e faunistico da mettere a disposizione delle scuole per l’insegnamento dell’educazione ambientale e il rispetto della natura, oltre che alla conoscenza di animali domestici e selvatici tramite lezioni che verranno tenute dai ragazzi dell’Ateneo di Pisa Dipartimento di veterinaria dando loro, tra l’altro, la possibilità di eseguire tesi di laurea, tirocinio e ricerca scientifica. È previsto un laboratorio di analisi per l’inquinamento ambientale terrestre e delle falde acquifere e classificazione dei rifiuti con i ragazzi appartenenti al Dipartimento di chimica e chimica industriale, le tematiche ambientali con scienze forestali e naturali e biologia marina per le problematiche riguardanti le attività marine mediante anche campionamenti in mare e nei corsi fluviali per verificare il tasso e la tipologia di inquinamento e le modalità più idonee di intervento. All’interno della struttura troverà posto anche una unità cinofila, una squadra di pattugliamento a cavallo ed una di vigilanza marina mediante i nostri gommoni (in affiancamento alla Capitaneria di Porto), oltre che una sala radio operativa , una sala meteo ed un punto ristoro per i ragazzi dell’Università che rimarranno presso di noi».
planimetria progetto colonia pietrasantaL’ipotesi è ad oggi al vaglio dell’Asl toscana, per valutare la fattibilità del progetto e l’opportunità economica dell’alienazione.
Da Laveno Mombello il sindaco Graziella Giacon parla di «notizia positiva» dopo il lungo silenzio degli enti – comune e Asl – contattati dal paese rivierasco dopo aver appreso dello stato di abbandono dell’area. «Questo progetto che apprendiamo da Varesenews – dice il sindaco – può essere molto interessante per far rivivere un posto molto amato dai lavenesi. L’interesse da parte dei miei concittadini è naturalmente riposto nel vedere preservato il patrimonio artistico che rappresenta un pezzo della nostra storia».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2014
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