“L’autopsia del notaio svizzero era regolare”
Secondo i parenti di un legale luganese coinvolto in una inchiesta di 'ndrangheta, l'esame sarebbe stato fatto con troppa a fretta a Varese, ma il direttore Tavani precisa
«Le nostre autopsie sono decise sempre dall’autorità giudiziaria. Viene tutto repertato e messo a disposizione delle indagini». Il direttore della Medicina legale dell’ospedale di Varese, Mario Tavani, è netto nello smentire le affermazioni degli avvocati di un notaio luganese morto nel 2011. Si tratta di una notizia apparsa alcuni giorni fa sul Fatto quotidiano. I parenti di un legale svizzero, morto il 5 dicembre del 2011, avrebbero denunciato due dottori della Medicina Legale lamentando un’autopsia irrituale del loro congiunto. Secondo le accuse sarebbe stata condotta con troppa fretta e sarebbero scomparsi alcuni organi del cadavere. Detta così, in effetti, sembra incredibile. Ma per capire che cosa sia
accaduto va ricostruita brevemente la vicenda e ascoltata la replica del dottor Tavani. Il Fatto spiega che il notaio Daniele Borelli, luganese nato a Zagabria nel 1963, morì il 5 dicembre del 2011 in circostanze misteriose. Per le autorità si trattò di suicidio (si impiccò in casa) ma la madre ha chiesto la riapertura del caso. L’avvocato luganese era infatti inserito in un giro molto pericoloso: era comparso come indagato in un’inchiesta per ‘ndrangheta (Infinito) con sospetti di riciclaggio. (tra l’altro aveva delle quote di una società a Lavena Ponte Tresa). L’8 novembre del 2012 la madre di Borelli ha fatto riesumare il cadavere. Il sito riposta la versione della madre del notaio. «Un medico legale di Zagabria il dottore Josip Skavic rileva che dal corpo del professionista mancano quasi tutti gli organi. Non c’è più il cervello, il cuore, un rene e l’intero stomaco. Da qui la decisione di incaricare l’avvocato Xenia Peran di denunciare i due medici dell’azienda ospedaliera di Varese che hanno eseguito l’autopsia». La denuncia sarebbe stata inviata il 16 gennaio anche alla procura di Varese. In ospedale a Varese nessuno era al corrente di questa vicenda, che comprensibilmente ha creato un po’ di stupore. «Si tratta di fatti che non conoscevo – spiega il dirigente medico Mario Tavani – noi effettuiamo 400 autopsie all’anno e tutte seguono procedure scrupolose. I visceri vengono da noi conservati a catalogati, e sono sempre a disposizione delle indagini. Queste sono le procedure». Anche sull’accusa di avere effettuato l’autopsia solo due ore dopo la notizia della morte, il primario è netto: «Noi eseguiamo le autopsie anche per le autorità svizzere perché l’ospedale di Varese ha una regolare collaborazione . Ma non possiamo fare nulla senza l’ordine delle autorità giudiziarie. Il nostro lavoro è rigidamente soggetto agli ordini che ci danno i magistrati, che siano italiani o svizzeri, ogni altra considerazione è superflua».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su Il vero pericolo non è il bosco. È chi lo abbandona
Bustocco-71 su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
Maxim59 su Ciclopedonale del Piambello, il traguardo si avvicina: nuovi lavori per completare il percorso dal Ceresio
MarcoF su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
principe.rosso su Sprangate e bottigliate in zona piazza Risorgimento a Gallarate, la Questura chiude il minimarket per sette giorni






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.