“Il male dentro” presentato al Sociale
La scrittrice e oncologa lecchese è alla quarta ristampa del suo romanza
«Ci sono luoghi che racchiudono tutto il mondo. Luoghi in cui il coraggio si confronta ogni giorno con la fragilità umana. Dove nessuno è immune dal dolore. E neanche dall’amore». È questa la frase che campeggia sulla quarta di copertina del romanzo «Il male dentro» (Cairo publishing, Milano 2013) di Maria Giovanna Luini (pseudonimo di Giovanna Gatti), scrittore, medico e comunicatore scientifico all’Istituto europeo di oncologia di Milano, da sempre in prima linea accanto a Umberto Veronesi nella lotta contro il cancro. Il libro, già giunto alla sua quarta ristampa, verrà presentato giovedì 10 aprile, alle ore 21, al ridotto «Luigi Pirandello», sala piccola del teatro Sociale di Busto Arsizio, nell’ambito della rassegna «Il benessere nascosto», inaugurata lo scorso febbraio con il seminario «L’anima e la pelle», a cura del pranoterapista Mario Lini.
Il ciclo di appuntamenti, dedicato alle cosiddette «terapie alternative e non convenzionali» come il Reiki e la Reconnection, fa parte integrante del progetto triennale «Chi è di scena? Il pubblico», con il quale l’associazione culturale «Educarte» è stata premiata nel 2011 dalla Fondazione Cariplo di Milano con un contributo economico di 150mila euro nell’ambito del bando con scadenza «Avvicinare nuovo pubblico alla cultura».
L’incontro, realizzato grazie alla collaborazione della libreria «Ubik» di Busto Arsizio, vedrà la presenza dell’autrice, MariaGiovanna Luini (Lecco, 1970), oncologa e scrittrice che è anche Master Reiki (Usui, Kundalini e altre tecniche) e operatore TheReconnetion e che vanta, tra le sue recenti collaborazioni, una consulenza al regista Ferzan Özpetek per il film «Allacciate le cinture» e la curatela del best-seller «La dieta del digiuno» (Mondadori, Milano 2013), a firma di Umberto Veronesi. La serata, a ingresso libero e gratuito, sarà introdotta da Delia Cajelli, direttore della sala di piazza Plebiscito; mentre gli attori del teatro Sociale e gli allievi di «Officina della creatività» saranno impegnati nella lettura di passi scelti dal libro.
Quanto e in che modo cambia l’esistenza di chi ha ricevuto una diagnosi di cancro? Come vive chi ha scelto di curare ogni giorno pazienti oncologici? Può la pranoterapia integrarsi con la medicina tradizionale ed essere un valido ausilio nella cura della persona? Sono alcune delle domande che tessono la trama del romanzo, ambientato in un istituto all’avanguardia nella ricerca e nella cura dei tumori, riconosciuto tra i migliori in Europa.
Attraverso la figura della giovane e avvenente Barbara Giustini, aspirante chirurgo all’ultimo anno del suo iter di studi, si entra in contatto con la realtà del cancro, una malattia che «lascia tracce nel cervello e nell’anima», che «ribalta priorità e prospettive e filtra la realtà attraverso una lente modificata». MariaGiovanna Luini accompagna il lettore tra ambulatori, camere di degenza e sale d’aspetto; «racconta con delicatezza e realismo -si legge nella sinossi del libro- l’esperienza sconvolgente del male del secolo attraverso lo sguardo di chi soffre e di chi cerca di porre un argine a questa sofferenza, mettendo a nudo la fragilità che accomuna tutti gli esseri umani».
La malattia ridefinisce i valori e i rapporti tra le persone; ridisegna anche la vita di Barbara Giustini, le cui certezze incominciano a vacillare. È possibile resistere in quel mondo? Come si può «guardare negli occhi Giulia, la ragazza bellissima, che si sta spegnendo a soli ventisette anni? Oppure Rosa, abbandonata dal marito subito dopo la diagnosi, condannata a lasciare soli i suoi tre figli adottivi?». Che cosa si può dire al dottor Luc von Reijen, «fino a un attimo prima stimato direttore della chirurgia toracica, diventato malato tra i malati che lottano per la sopravvivenza?». L’amicizia con Anna Bianchi, oncologa che si occupa di comunicazione, e una relazione amorosa con l’affascinante e carismatico dottor Stefano Solda, primario dell’Unità chirurgica senologica, aiuteranno Barbara a ritrovare il controllo di se stessa. Ma la vita dell’istituto oncologico -con le sue storie di dolore, paura, coraggio e speranza e con l’inevitabile senso di impotenza che coglie tutti davanti alla morte- avranno reso diversa la giovane dottoressa.
Nel romanzo «Il male dentro», MariaGiovanna Luini esprime anche il proprio pensiero in merito all’imposizione delle mani e a terapie energetiche come la pranoterapia, il Reiki e la Reconnection, pratiche -per lei- non «alternative» alla medicina, ma «integrative» e «adiuvanti» nella gestione del dolore e nella cura della persona.
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