Riflessioni sulla porta del Sepolcro

Sacra drammatizzazione della "XIV stazione" di Serafino Zardoni alla basilica di Santa Agnese

sepolcro somma lombardoNell’ambito delle celebrazioni della quaresima 2014, la Parrocchia di S.Agnese in Somma Lombardo, ha organizzato per la serata dell’11 aprile un connubio tra la sacralità della Via Crucis e la drammatizzazione dell’opera di don Serafino Zardoni: “XIV Stazione”.
Il percorso della Via Crucis, si svolgerà attraverso le vie cit­ tadine partendo dalla Chiesa di S.Rocco sino alla Chiesa di S.Agnese, dove all’interno, successi­ vamente, verrà rappresentato questo testo sotto forma di letture ed au­ diovisivi. La Compagnia (In)Versione teatrale di Somma Lombardo, dopo la parte­cipazione al Festival del racconto Piero Chiara 2013 con letture tratte dal testo “La Sparti­zione” dello scrittore, presterà ora la propria voce all’opera del teologo.
Si tratta di brevi monolo­ghi di personag­gi storici che, a vario titolo, sono entrati nella commedia umana del Figlio di Dio. Giudei e romani, maggiorenti e plebei, amici affettuosi e nemici malevoli, scettici e fiduciosi, tutti sono invitati a dire la loro su questo esito oscuro della vicenda: ogni ragionamento di ciascuno è anche un po’ nostro.
Questo testo ci insegna con una forza impressionante che c’è in ogni avventura cristiana anche il momento della notte e degli interrogativi senza risposta.
L’autore di questa opera era un sacerdote degnissimo, un teologo intelligente e in­formato,e persino un reverendissimo monsignore. Ma, ringraziando il cielo, qui si era ricordato soprattutto di essere un uomo. Peraltro, un uomo di fede viva: illumi­nato cioè e capace di illuminare.
Come ormai è consuetudine delle rappresentazioni teatrali della Compagnia (In)versioneteatrale, le letture verranno interpretate con un sostegno visivo multi­ mediale.
Questa volta si avvarrà di estratti da un capolavoro del cinema italiano: “Il Vange­ lo secondo Matteo”.
Un’opera cinematografica diretta nel 1964 da Pier Paolo Pa­solini e incentrata sulla vita di Gesù come è descritta nel Vangelo secondo Mat­teo. Il film ne è una riproposizione molto fedele. Non vi sono variazioni nella storia, né cambiamenti testuali apportati dal regista, alla versione di San Matteo. Emerge una figura umana piuttosto che divina di Cristo, che, anche se ha molti tratti di dolcezza e mitezza, reagisce con rabbia all’ipocrisia e alla falsità.
Per sottolineare l’attualità della vicenda, il regista utilizza attori non professionisti e comparse trovate tra la locale popolazione contadina. Scelta particolare fu quella della madre Susanna per interpretare la Madonna anziana.
Il film fu girato in diverse località dell’Italia centro-meridionale, senza seguire una traccia geografica precisa, anziché ambientarlo in Palestina, per via dei muta­ menti subiti dal paesaggio nel corso dei secoli.
Il connubio tra letture, immagini tratte da vari films, scritte e citazioni dal testo, mu­siche selezionate dalla colonna sonora del film di Pasolini, oltre che opere pittoriche di diverse epoche e stili rappresentanti la Passione di Cristo, fanno rivivere attraverso lo storyboard, i caratteri dei personaggi nei loro soliloqui, rendendoli ancora più drammatici e densi di umanità.
Molto gradita è la partecipazione, in veste di voce recitante, di Don Federico Galliussi, coadiutore della parrocchia di Sant’ Agnese.
Ha contribuito all’evento l’artista messicana, residente a Varese, Maria Teresa Gonzalez
Rami­rez, con l’apposita creazione di due opere inserite nello storyboard.

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Pubblicato il 11 Aprile 2014
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