Fuoco in una officina, in fiamme anche le case vicine
Il fuoco, spinto dal forte vento, si è propagato dal cortile di un centro gomme ad una casa circostante, divorandola. “Ho visto la finestra avvolta dalle fiamme -dice la donna che abita al primo piano della villetta- e sono scappata subito con la mia bambina e mia madre"
E’ stata un’alta colonna di fumo nero e l’odore acre della gomma bruciata a far scattare l’allarme intorno alle 17 in via Vespri Siciliani a Busto Arsizio. Un incendio è infatti scoppiato nel cortile di un centro gomme e le fiamme si sono immediatamente propagate alle case circostanti. Il fuoco, spinto dalle forti raffiche di vento, si è infatti rapidamente propagato nella casa che confina con il centro, divorandola. «Non so cosa sia successo -spiega con un filo di voce la donna che abita al primo piano della villetta- so solo che ho guardato verso la finestra e ho visto solo fuoco». Ora quella finestra non c’è più, il calore ha fatto scoppiare i vetri e le tende grondano ancora l’acqua spruzzata dalle autobotti, ma è stato l’aver gettato lo sguardo in quella direzione ad aver permesso di evitare un disastro. Al primo piano, dove ora è tutto annerito dal fumo, vivono infatti 5 persone e in quel momento «in casa c’ero io con la mia bambina e mia madre», ricostruisce ancora la donna. «Siamo scappate subito -dice- e ora non so cosa sia rimasto intatto in casa».
La dinamica dell’incidente che ha portato le fiamme a svilupparsi e ad avvolgere in un attimo la catasta di gomme presente all’interno del centro non è ancora chiara. Pare, da una prima ricostruzione, che l’incendio sia nato da una delle macchine sulle quali stavano lavorando gli operai dell’officina e da lì, a causa del forte vento, il fuoco si è rapidamente spostato verso la pila di pneumatici.
Molti abitanti del quartiere, vedendo le fiamme, sono scesi in strada anche se per diversi minuti l’aria era nera e irrespirabile. Il fuoco è stato comunque domato nel giro di poco tempo dai Vigili del Fuoco accorsi in forze con 3 autobotti e una scala. Il timore era infatti quello che il fuoco, spinto e rafforzato dalle raffiche di vento, si potesse spostare anche ad altre abitazioni.
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