Attentato alla Lega: condannato un antagonista
C'era una sua impronta su un pezzetto di scotch. Il gup condanna un 27enne milanese dell'area dei centro sociali, assolto invece un 26enne di Castello Cabiaglio che era coimputato per il danneggiamento
Una condanna, ma lieve, per il giovane di area antagonista accusato di aver posizionato un petardo contro la sede della Lega Nord di Gemonio; assolto invece l’amico.
Il gup Anna Gorgetti ha comminato 3 mesi di carcere Massimiliano Goitom, 27 anni, milanese ma con una seconda casa a Castello Cabiaglio, da dove sarebbe partito quella notte, il 29 dicembre del 2010, per posizionare sulla porta della sezione del carroccio alcuni petardi che esplodendo hanno distrutto i vetri.
(nella foto, la scritta realizzata dagli attentatori pochi minuti dopo lo scoppio)
L’IMPRONTA
La sua impronta digitale era stata trovata in un pezzetto di scotch, vicino a uno dei petardi inesplosi raccolti dalla digos la notte stessa. E’ stato invece assolto l’altro ragazzo imputato, un giovane di 26 anni di Castello Cabiaglio che secondo le accuse aveva collaborato con Goitom nella preparazione dell’azione delittuosa. Il danneggiamento dovrà essere risarcito dal giovane milanese, con una cifra che sarà probabilmente stabilita in separata sede. Il giudice ha tuttavia subordinato la sospensione condizionale della pena proprio al risarcimento del danno pecuniario. Soddisfatti della sentenza gli avvocati del 26enne assolto, Paolo Bossi di Varese e Filippo Caccamo di
Milano, che da alcuni anni seguono questa vicenda processuale. Goitom era invece tutelato dall’avvocato milanese Mirko Mazzali, che è anche noto per esser consigliere comunale di Sel a Palazzo Marino. Il pm Agostino Abate aveva chiesto 2 anni e 6 mesi di carcere per entrambi i giovani imputati, nel processo celebrato con il rito abbreviato. che vedeva tra le accuse i reati di danneggiamenti ed esplosioni. L’indagine era partita la notte stessa, la polizia aveva in prima battuta fermato un giovane di Gemonio scarcerato poche ore dopo su ordine del giudice delle indagini preliminari Giuseppe Battarino. L’inchiesta ha poi esplorato il mondo giovanile del nord del Varesotto (vedi articolo: le accuse agli anarchici della valcuvia), fino a che è stato individuato un gruppo di ragazzi della zona di Cabiaglio che secondo gli inquirenti poteva aver avuto a che fare con lo scoppio.
L’AREA ANTAGONISTA
Goitom era stata indicato da un’informativa dei carabinieri come vicino all’area dei Corsari, un gruppo della sinistra di movimento milanese nata in ambito universitario, e segnalato anche in precedenza in manifestazioni dell’area antagonista e No Tav. L’indizio più convincente è rimasto probabilmente quell’impronta sui resti inesplosi dello scoppio, ricostruibile perché l’imputato era stata già controllato dalla polizia in un’altra occasione. Gli altri indizi quali i passaggi con un furgone in ore compatibili con lo scoppio, le immagini delle telecamere e le intercettazioni telefoniche non sono invece state ritenute sufficienti per condannare anche il 26enne coimputato.
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