“Fuggi Fuggi” in carcere, torna la corsa per abbattere l’indifferenza
60 detenuti e 20 atleti professionisti hanno corso insieme per abbattere la distanza tra carcere e città. “Un successo -spiegano gli organizzatori- che ora cercheremo di proporre più spesso"
Correre insieme, detenuti e runners, per abbattere del muro dell’indifferenza, per far sì che il carcere diventi davvero parte della città e sia più facile il ritorno in società a fine pena: è lo spirito di «Vivicittà 2014: Fuggi… fuggi!», che si è svolta martedì pomeriggio nel carcere di Busto Arsizio. La manifestazione è stata organizzata dal comitato provinciale Uisp Varese, in collaborazione con la Casa Circondariale di Busto Arsizio, e la lega atletica Uisp, rappresentata dall’associazione sportiva Pro Patria A.R.C Busto Arsizio e dall’A.S.D Run & Travel e con la sentita partecipazione del Comune.
Una sessantina i detenuti che hanno voluto partecipare alla manifestazione, che quest’anno ha raddoppiato: una staffetta a sei per quattro squadre miste, composte da detenuti e atleti esterni, e una gara individuale di resistenza. Il tutto all’interno del perimetro del carcere, su un percorso di massimo tre chilometri per la gara di resistenza.
«La doppia gara ha permesso a più detenuti di partecipare – spiega la responsabile Uisp del progetto, Alessandra Pessina – insieme a sempre più atleti esterni, quest’anno una ventina. Ed è proprio questo lo spirito di Vivicittà: abbattere simbolicamente, almeno per un giorno, i muri del carcere e quelli che il carcere crea: la diffidenza, l’indifferenza e il rifiuto che spesso gli ex detenuti si trovano a dover affrontare una volta scontata la pena». Un appuntamento sempre più atteso dai detenuti, che hanno chiesto esplicitamente di anticipare il più possibile la manifestazione: perché correre accanto ad atleti non detenuti dà loro modo di interagire con il mondo esterno, sentendosi ancora parte di esso. Come se, almeno per il tempo della corsa, fossero ancora uomini liberi.
«In più – sottolinea Pessina – La corsa diventa un momento di incontro fondamentale: quando i detenuti avranno finito di scontare la pena troveranno una città che, sono sicura, da oggi è un po’ più pronta ad accoglierli». Il successo è stato tale che, insieme alla direzione del carcere, Uisp Varese sta valutando come migliorare ed ampliare le attività sportive all’interno delle due carceri del territorio provinciale, permettendo magari anche in altre occasioni dell’anno l’interscambio tra i detenuti e gli atleti delle realtà sportive locali, soprattutto con quelle targate Uisp, grazie ai valori di fair play e di inclusione sociale che caratterizzano l’associazione.
Alla fine della manifestazione, sono state premiate le squadre giunte prima, seconda e terza nella staffetta, e i primi tre atleti della gara di resistenza. Agli altri, invece, un premio di consolazione. Anche nell’edizione 2014, i premi sono stati cesti di prodotti equi e solidali e delle cooperative di Libera Terra: più che una medaglia, un premio da poter condividere con i compagni.
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