Frana, il Comune parte offesa ma anche responsabile
Assume contorni surreali il processo per il crollo del costone di collina avvenuto nel 2012 con 22 richieste di rinvio a giudizio 22 tra tecnici e amministratori. L'avvocato Massironi solleva una questione di legittimità costituzionale

Il Comune come parte civile e come responsabile civile in un procedimento nel quale il sindaco è tra gli imputati. E’ questo lo scenario (allucinante) che si presenterebbe per l’amministrazione comunale di Somma Lombardo se la questione sollevata dal legale di Gigi Bossi venisse accolta dal giudice per l’udienza preliminare. La particolare istanza è stata presentata questa mattina dall’avvocato Tiberio Massironi che difende il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune sul Ticino nel processo per la frana che inghiottì la casa della famiglia Rovelli nel 2012 e rese inagibili altri due stabili nell’area. Il giudice Alessandro Chionna, dopo le polemiche che si sono susseguite nella scorsa udienza, ha ammesso tutte le parti civili che si sono presentate: il Comune di Somma Lombardo, la famiglia Rovelli, l’ente Parco del Ticino e un’azienda che ha subito danni.
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Proprio in seguito a questa scelta l’avvocato Massironi, che difende uno dei 22 per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale citando l’articolo 28 che recita:
Massironi sotiene che, invece, l’articolo 83 del codice di procedura penale non prevede la possibilità per l’imputato di chiamare una responsabilità civile ma nel caso in cui un funzionario – come Gigi Bossi – è direttamente chiamato a responsabilità secondo la legge penale, anche il comune lo è di conseguenza.
Il giudice Chionna ha rinviato la questione all’udienza del 19 settembre quando si saprà anche se le richieste di rinvio a giudizio dell’accusa saranno accolte tutte o in parte.
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