“Partiti come lupi in brughiera”
La presa di posizione del "Comitato Malpensa Lavoro e Ambiente". «Il Comune di Milano e F2i dovrebbero dare il buon esempio e rinunciare a parte dei dividendi»
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del "Comitato Malpensa Lavoro e Ambiente", che critica la gestione di Malpensa a tutto tondo
Lupi in Brughiera.
Sembra che la politica gallaratese si sia risvegliata di fronte al precipitare degli eventi a Malpensa.
Da una parte la Sinistra che, in ossequio agli ordini dei suoi responsabili di Roma e Milano e per non arrecare disturbo alle loro manovre, non vuole e non può affrontare realmente il problema di Malpensa.
Dall’altra parte Forza Italia nella stessa identica situazione, i cui uomini si trovano a dover rispondere ad input che arrivano sopra di loro e da fuori il territorio.
Buone aspettative erano trasparite invece da una mozione a firma leghista in C.C. a Gallarate, poi abilmente e con esperienza di lungo corso archiviata nel porto delle nebbie dalla maggioranza.
Ultima novità è rappresentata dall’ NCD, espressione politica territoriale del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Lupi, Deus ex machina e artefice della trattativa Alitalia / Emiratini.
E’ legittimo e doveroso che sia un Ministro della Repubblica ad occuparsi di una trattativa così delicata poiché alla base si profila la certezza della perdita di qualche migliaio di posti di lavoro ,ma la stessa trattativa non deve andare a discapito di un intero territorio (il nostro) e dei suoi lavoratori.
Infatti, se il piano così come prospettato dovesse andare in porto – come malauguratamente sembra – per assecondare le richieste del partner arabo, molti voli verrebbero portati da Malpensa a Linate e Fiumicino, con il risultato certo di rendere moribonda già in partenza la nascente società di handling per mancanza di lavoro.
Come è possibile quindi che gli attori protagonisti coinvolti nella trattativa – quali management di SEA e triplice sindacale – non tengano in considerazione questo scenario?
Ci domandiamo inoltre per quali ragioni il Tavolo regionale non si sia ancora tenuto.
E’ corretto che a questo tavolo siedano gli stessi protagonisti che hanno già fallito una volta oppure sarebbe più opportuno coinvolgere nuovi soggetti che siano realmente rappresentativi dei lavoratori SEA? Chi o cosa va frenando?
Certo la riduzione delle ore di permesso sindacale ad oggi così enormemente sproporzionata in eccesso (c.a. 56 mila ore) costituisce una remora per chi a lungo ne ha tratto giovamento. Ridurre le ore di permesso ad 1/10 sarebbe cosa utile , giusta e saggia, così come lo sarebbero i risparmi conseguenti.
– La distinzione tra lavoratori di Sea Handling e di SEA SpA è ben noto essere solo formale e quindi una distribuzione dei sacrifici – ivi compresi sacrifici per i dirigenti in proporzione ai loro salari – sarebbe una cosa equa . E dato che in ogni caso sono sempre i Lavoratori ad accollarsi i sacrifici, il Comune di Milano e F2i dovrebbero dare il buon esempio e rinunciare a parte dei dividendi.
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