Candiani: “Rifarei tutto, furono scelte politiche giuste”

L'ex sindaco della Lega Nord oggi senatore commenta le sentenze che hanno invalidato alcune sue prese di posizione come negare il matrimonio a un clandestino e impedire l'apertura di un sexy shop

«Rivendico la scelta politica delle mie decisioni, dettata solamente dalla volontà di non accettare il degrado del paese. Dal punto di vista amministrativo gli atti avrebbero dovuto essere maggiormente controllati dai funzionari e dirigenti comunali».
L’ex sindaco di Tradate Stefano Candiani, oggi senatore della Repubblica per la Lega Nord, commenta con queste parole le notizie dei giorni scorsi che lo hanno coinvolto direttamente. Da una parte la decisione del patteggiamento per il matrimonio che lui aveva negato nel 2008, tra una cittadina italiana e un cittadino di origine albanese sprovvisto di permesso di soggiorno. Situazione che ha porta lo Stato a dover risarcire la coppia per 8mila euro. Dall’altra parte il Tar della Lombardia che ha accolto il ricorso dei titolari di un sexy shop che avrebbero dovuto aprire un negozio a Tradate, ma l’allora sindaco Candiani emise un’ordinanza per fare in modo che questo tipo di esercizi non potesse aprire vicino a scuole e luoghi di culto. Ora il Tar ha dichiarato quell’ordinanza illegittima e iul Comune deve risarcire i titolari del negozio. L’attuale sindaco, Laura Cavalotti, sostenuta da una maggioranza di centrosinistra ha dichiarato che avviare il procedimento di rivalsa verso i passati amminsitratori per gli errori amministrativi commessi. 

Candiani non ci sta e spiega la propria posizione di fronte a quanto accaduto: «In entrambi i casi ne sono venuto a conoscenza dagli articoli di giornale e ne sono perplesso, chi ha dato giudizi doverbbe ternere conto delle parti chiamate in causa. Io nn ho mai avuto modo di relazionare sulle questioni, nemmeno con la Prefettura per la questione del matinmonio. Questo mi sembra già anomalo di suo». 
«Invece sull’aspertto politico – prosegue il senatore -, confermo che sia dovere di un amministratore avere una linea politica a difesa del paese, intervenite vome feci allora per proteggere la propria comunità rispetto a circostenze che definire anomale è un eufemismo. Sulla questione del matrimonio oggi lo stato reputa che sia stata commessa una scorrettezza: temo che la situazione politica di perbenismo e condiscendenza verso chi entra in questo paese da clandestino, abbia certamente influito su quanto accaduto. Il Governo è intervenuto indirettamente ed è una scelta politica influenzata da indirizzi di politica nazionale che considerano il cittadino clandestino più di quello italiano. Sulla questione del sexy shop confermo la bontà politica di quella scelta, non era essere bigotti, era proteggere il proprio paese dal degrado». 

Sulla possibile rivalsa da parte dell’attualmente amministrazione, Candiani spiega: «Trovo disgustosa la posizione del sindaco attuale. Lei tutte le volte, da ex funzionario del comune, ci tiene a distinguere la poszione del tecnicio da quella del politico: l’indirizzo politico è dire che a Tradate non si vogliono certe cose, poi la questione tecnica è mettere in pratica attraverso i funzionari. Mi dà fastidio questa polemica oggi da parte dell’Amministrazione odienra perchè la parte politica oggi in maggioranza condivise la scelta per la non apertura del negozio. Oggi c’è solo il desiderio di accanirsi per fare rivalsa su chi li ha preceduti». 
«Io voglio essere giudicato per le decisioni politiche assunte, su quello chiedo il giudizio politico dei cittadini – conclude Candiani -. Le domande a cui dobbiamo rispondere sono: sì o no al sexy shop vivicno alle scuole e chiese? sì o no a sposare un clandestino? Su questo Chiedo ai cittadini di giudicarmi. Gli aspetti amministrativi li lascio alle sfera amministrativa, a chi è funzionario e dirigente. Dovevano addurre loro che non era una modalità tecnicamente valida e sugegrire indirizzi per attuarla secondo le leggi vigenti. In questo sistema si rischia sempre si baglia. L’attuale sindaco di Tradate lo sa benissimo, è stata funzionario per 40 anni, ma per opportunismo politico mi viene addosso ora». 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Settembre 2014
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