Hong Kong, la protesta raccontata dai droni

Quante sono le persone in strade e come stanno andando le manifestazioni? Una visione d’insieme arriva dalla tecnologia

hong kongNon solo applicazioni militari ed impieghi come “sentinelle spia”: i droni possono rappresentare una nuova frontiera per raccontare il presente. Per questo si candidano a diventare un’arma al servizio del giornalismo e, quindi, della democrazia informata.
Le immagini delle piazze, delle sopraelevate, delle strade della downtown dell’ex colonia britannica ora cinese di Hong Kong che di seguito proponiamo, rappresentano un esempio di come le proteste di questi giorni siano campo ideale per l’utilizzo di queste tecnologie: basta un “volo” di qualche minuto, e una connessione internet e gli occhi che osservano dall’alto quel che succede diventano milioni. E anche in diretta, questa applicazione potrà crescere di pari passo con la copertura internet wi-fi.


Hong Kong (vedi articolo de "Il Post")è territorio cinese passato alla fine dell’800’ sotto il controllo britannico per 99 anni, al termine dei quali la sovranità sull’isola alla foce del Fiume delle Perle è passata sotto la Repubblica Popolare Cinese: siamo, appunto, alla fine degli anni 90.
Si tratta di una superficie non molto estesa, che vanta assieme ad una delle più alte densità demografice del mondo anche un’ampia autonomia politica ed economica, che negli anni scorsi, specialmente sotto il dominio del Regno Unito, fece di questa mega città stato da oltre 7 milioni di abitanti uno dei pilastri del capitalismo mondiale (e un paradiso fiscale).
I manifestanti scesi in piazza in questi giorni chiedono che Pechino rimuova le limitazioni alle libere elezioni del 2017, quando per la prima volta il capo del governo locale potrà venir eletto a suffraggio universale.

L’occupazione delle strade di Hong Kong è stata innescata da una settimana di scioperi degli studenti, ai quali nella notte tra domenica e lunedì si sono aggiunti i gruppi democratici riuniti sotto la sigla di "Occupy Central". La linea dura seguita dal capo del governo locale Chun-yung Leung, probabilmente ispirata da Pechino, e’ stata controproducente, inducendo migliaia di cittadini a schierarsi con i giovani. Lueng ha parlato la notte scorsa dagli schermi televisivi chiedendo ai cittadini di "mettere fine alle proteste illegali". Oggi sembra sparito e molti dei giovani chiedono a viva voce le sue dimissioni.
(fonte: Ansa)

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Settembre 2014
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