I nuovi microfoni del Consiglio Comunale “finiscono” in tribunale
La seconda classificata nella gara da oltre 55.000 euro per rifare l’impianto di gestione delle sedute dell’assise civica ha presentato ricorso al Tar. Il presidente Cornacchia: “L’intervento potrebbe non realizzarsi prima delle prossime elezioni"
Finirà in tribunale la vicenda del nuovo impianto per la gestione del Consiglio Comunale. La seconda società classificata, la W.S. srl, per questo progetto da oltre 55.000 euro ha infatti presentato ricorso al Tar chiedendo contestualmente anche la sospensione dell’aggiudicamento a quella che Palazzo Gilardoni aveva indicato come vincitrice, la società Koiné di Torino.
E’ stato il presidente del Consiglio Comunale, Diego Cornacchia, a comunicarlo nei giorni scorsi spiegando che «la differenza di punteggi tra le due è di soli 0.12 punti». I giudici del Tribunale Amministrativo dovranno dunque valutare dunque la correttezza della realizzazione della graduatoria con l’effetto collaterale della parallela sospensione del provvedimento. Si congela così il costoso progetto nell’attesa della pronuncia del Tar che potrebbe richiedere tempi così lunghi al punto che lo stesso Cornacchia non nasconde la possibilità che non si riesca a completare l’intervento prima delle prossime elezioni.
Un peccato dal momento che la giunta era riuscita a trovare le coperture del progetto i cui costi preventvati sono sostanzialmente raddoppiati. Quando l’allora assessore al bilancio, Mira Bonomi, presentò il piano spiegò che erano stati trovati 30.000 euro per rifare la sala; soldi che sarebbero dovuti bastare anche per realizzare nuove poltrone. E invece, una volta conclusa la gara d’appalto, si è scoperto che per rifare il solo impianto audio di soldi ne servono molti di più: 55.998 per il solo impianto a cui aggiungere 6.900 euro all’anno per la manutenzione. Ora a questi fondi potrebbero anche aggiungersi quelli delle spese legali.
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