Animali selvatici: in un anno 245 incidenti stradali

Una cifra enormemente superiore ai 13 sinistri del 2000: il motivo da ricercarsi nell’incremento di cervi e caprioli. Le zone più esposte

Incidenti stradali generica

Varese terra di laghi, boschi, e animali selvatici, anche sulle strade, soprattutto di notte. Quindi fate attenzione quando viaggiate in auto: l’anno scorso sono stati denunciati 245 sinistri stradali con animali coinvolti. Un balzo di un cervo di 200 chili fuori dal bosco, una famigliola di cinghiali che cammina nel buio: tutte situazioni che mettono a rischio la sicurezza stradale: ci si può fare male, e tanto, oltre ai danni all’animale e ai veicoli (nella foto qui sopra, il risultato di un impatto con un capriolo sul cofano di una Fiesta).

Il dato, di per sè, dice e non dice: 245 incidenti l’anno sono tanti, non uno al giorno ma quasi calcolando anche quelli non denunciati. Ma sono un’infinità se rapportati a quelli degli anni passati. Solo nel 2011, quattro anni fa, erano 161. Ma nel 2000 gli incidenti con gli animali rappresentavano davvero una rarità da raccontare al bar come “storia impossibile”: in quell’anno se ne sono contati solo 13. Già: 13 nel 2000 e 245 nel 2015: come mai questo dato più che esponenziale? «Il motivo è da ricercarsi prevalentemente in due fattori – ha risposto il comandante della polizia provinciale Angelo Gorla a margine di una conferenza stampa – . Il primo nell’incremento del parco auto. Il secondo nella crescita della popolazione degli ungulati».

Si tratta degli animali che hanno subìto il maggior incremento negli ultimi anni, trovando nelle foreste del Varesotto, ma anche nei boschi di prossimità dei paesi di fondovalle l’habitat ideale per riprodursi quasi indisturbati. Per non parlare della stagione invernale con nevicate: momenti in cui i selvatici, spinti dalla fame, sono costretti a sopportare la contiguità con l’uomo (nella foto, un cervo di due quintali morto travolto da un’auto a Gazzada Schianno: non esattamento una zona di montagna)

Il vero colpo di scena sul fronte degli incidenti stradali è rappresentato però dalle specie “responsabili” dei sinistri. Molti pensano infatti al cinghiale come l’animale più pericoloso. Non è così. La maggior parte degli incidenti, circa il 40% vede invece coinvolti i caprioli.
I cinghiali sono stati nel 2014 responsabili del 24% degli incidenti stradali, i cervi, animali molto grandi che possono distruggere un’auto che si scontra anche a basse velocità sono convolti nel 24% degli scontri di questa natura.
Le volpi – anche molto più piccole come stazza ma molto diffuse – hanno causato solo il 2,8% degli incidenti.

Si può fare qualcosa per evitare di travolgere questi animali? Certo: moderare la velocità e stare attenti alla segnaletica stradale che viene messa sulle strade provinciali non come arredo urbano ma per avvisare che in quel tratto si sono verificati diversi incidenti con una certa frequenza.
Ci sono zone più a rischio di altre. Se, infatti il cinghiale vive diffusamente in tutta l’area del nord Varesotto, dai fondovalle ai comuni in quota, per cervi e caprioli non può dirsi lo stesso. Secondo l’ultimopiano venatorio provinciale, che è stato realizzato compiendo una sorta di censimento che indica la densità per chilometro quadrato degli animali selvatici, si scopre che per esempio il cervo è piuttosto diffuso e comune in tutta la zona della Valcuvia, il camoscio si trova soprattutto nel Luinese mentre ilcapriolo è molto presente nel versante sud del Parco campo dei Fiori.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 25 marzo 2015
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